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UniCredit, arriva lo sconto della Bce. La banca: taglio FINO e aumento dividend payout fino al 50%

QUOTAZIONI Unicredit

Francoforte – comunica l’istituto – ha abbassanto il requisito di Pillar 2 di 50 punti base, a 200 punti complessivi. Una dimostrazione di fiducia, meritevole di aver compiuto progressi nel …

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Un dividend payout che salirà dal 20% al 30%, per crescere ancora fino al 50%. E un taglio della posizione in FINO sotto il 20%. L’AD Jean-Pierre Mustier presenta a Londra, in occasione del Capital Markets Day, la strategia del gruppo dopo il successo del maxi-aumento di capitale da 13 miliardi di euro. Viene praticamente aggiornato il piano Transform 2019.

E le notizie sono positive, inclusa quella che riguarda la Bce e che è stata comunicata nella serata di ieri.

Di fatto, Francoforte ha concesso uno sconto a UniCredit, abbassando il requisito di capitale Pillar 2  di 50 punti base, a 200 punti complessivi. Una dimostrazione di fiducia nei confronti dell’istituto italiano, meritevole di aver compiuto progressi nel processo di smobilizzo dei crediti deteriorati (NPL) e nelle attività tese a rafforzare il capitale.

Dal comunicato di UniCredit, emerge in generale che il piano industriale “Transform 2019 è pienamente in linea con le attese e sta generando risultati tangibili supportati da un andamento sostenuto del business a livello di gruppo”.

Il Ceo Mustier non nasconde la propria soddisfazione.

“Il nostro piano è basato su assunzioni di una crescita puramente organica. Vogliamo far crescere la banca su basi organiche fino al 2019 e oltre“. Risponde così nel corso di una conference call telefonica con le agenzie di stampa, in risposta alla domanda se, a fine piano Transform 2019, UniCredit sarà pronta o avrà bisogno di sugellare la sua crescita con una importante acquisizione in Europa.

Tornando ai target del piano, sono stati confermati gli obiettivi chiave al 2019, incluso anche un Cet1 ratio fully loaded “ad un livello maggiore del 12,5% nel 2019“.

In generale, “l’obiettivo di RoTE complessivo maggiore del 9 per cento e il target dei ricavi a EUR 20,6 mld entro la fine del 2019 sono confermati. La composizione dei ricavi è stata tuttavia modificata, con un aumento di EUR 0,1 mld delle commissioni attese, che si attestano a EUR 7,1 mld grazie ad una maggiore raccolta gestita (AuM) e a sostenute commissioni da servizi transazionali”.

Sulle commissioni, UniCredit ha precisato che l’aumento compensa “una riduzione di EUR 0,1 mld del margine di interesse, che si attesterà a EUR 11,0 mld entro la fine del 2019”.

Tale riduzione si spiega con i “tassi di interesse ridotti per un tempo più prolungato rispetto alle attese” e con una “crescita dei crediti meno dinamica, in parte compensate da un minore costo del funding”.

Detto questo, “l’obiettivo di costi al 2019 di EUR 10,6 miliardi è confermato, la riduzione dell’organico e la chiusura delle filiali sono ad uno stadio più avanzato rispetto a quanto previsto dal piano”.

Inoltre, se i target di cui sopra sono stati confermati, altri vengono pure migliorati. Si tratta degli obiettivi che riguardano il processo di smaltimento dei crediti deteriorati.

Ora lo stock dei crediti deteriorati lordi è atteso in calo di altri 4 miliardi a 40,3 miliardi (rispetto ai 77,8 miliardi del 2015).

Migliorato anche il target dei crediti deteriorati netti,  a quota 17,7 miliardi al 2019, rispetto ai 38,3 miliardi del 2015.

Il progresso più veloce delle attese nella pulizia di bilancio si traduce così in un miglioramento, anche, del  tasso di incidenza dei crediti deteriorati lordi sul totale dei crediti, che è atteso scendere dal 10,6% dei primi nove mesi del 2017 al 7,8%, rispetto al 16% del 2015.

Nel comunicato si legge anche che UniCredit ha elevato dal 20% al 30% il dividend payout previsto per l’esercizio 2019 (da distribuire nel 2020). Inoltre, nel periodo successivo al 2019 “l’obiettivo annuale di Cet1 ratio rimarrà al di sopra del 12,5% e il dividend payout aumenterà dal 30% fino al 50% non appena confermati i prossimi impatti regolamentari”.

Sulla riduzione della posizione in FINO, la banca guidata da Mustier ricorda che “a luglio 2017 è stata conclusa con successo la fase 1 del progetto FINO, raggiungendo tutti gli obiettivi”.

In più oggi, “in data 12 dicembre, UniCredit ha annunciato la firma di accordi vincolanti per ridurre la sua quota in FINO al di sotto del 20 per cento ad un prezzo lievemente più alto rispetto alla fase 1 tenuto conto della struttura dell’accordo. Ci si aspetta che il completamento della fase 2 si concluda nel 1° trimestre del 2018″.

Il calo della partecipazione di UniCredit in FINO sotto la soglia del 20% è stato definito dallo stesso gruppo  un “passaggio cruciale”. Questo obiettivo era stato comunicato dal gruppo per la prima volta durante il Capital Markets Day 2016.

FINO è il portafoglio di NPL di UniCredit, che inizialmente aveva un valore di 17,7 miliardi e che includeva crediti lordi in sofferenza al 30 giugno 2016. Il valore è sceso a circa 16,2 miliardi di euro al 30 giugno 2017.

Al momento del trasferimento del portafoglio FINO ai veicoli di cartolarizzazione, UniCredit ha mantenuto una partecipazione del 49,9 per cento nei titoli emessi dai veicoli stessi, cedendo la maggioranza a Fortress e Pimco. Successivamente, il 7 dicembre Generali, “a seguito di un processo competitivo e di un’approfondita due diligence”, ha comprato il 30% dei titoli emessi da Onif, il veicolo ceduto a Pimco a cui corrispondevano Npl per 3,3 miliardi.

UniCredit ha inoltre “stipulato un accordo definitivo vincolante con fondi gestiti da King Street Capital Management per la cessione di una parte della sua esposizione nei titoli emessi dai veicoli acquisiti da Fortress, a cui corrispondevano Npl per 14,4 miliardi”.

Così Jean Pierre Mustier, Amministratore Delegato di UniCredit, ha commentato la situazione in cui versa la banca:

“Il piano Transform 2019 di UniCredit è pienamente in linea con le attese e sta generando i primi risultati positivi supportati da dinamiche commerciali rinnovate in tutto il Gruppo. Confermiamo tutti i nostri obiettivi chiave iniziali, in particolare l’obiettivo di un RoTE maggiore del 9 per cento, con un ulteriore miglioramento del nostro profilo di rischio e la riduzione del target dei crediti deteriorati lordi di Gruppo di ulteriori 4,0 miliardi”.

Riguardo allo sconto concesso dalla Bce sul Pillar 2, il numero uno della banca italiana ha parlato di “un chiaro riconoscimento (da parte di Francoforte) dei progressi realizzati nel nostro piano”, che permetteranno di “raggiungere un margine di oltre 250 punti base rispetto al livello di CET1 MDA dopo il 2019”.

“Transform 2019 – ha tenuto a precisare Mustier – costituisce la base di una strategia di lungo termine, che guarda al futuro per cogliere opportunità e trarre vantaggio dal cambiamento nel panorama bancario e nel comportamento dei clienti. Grazie all’impegno di tutti i colleghi in UniCredit, siamo convinti di raggiungere i nostri obiettivi di Transform 2019, contribuendo insieme a rendere UniCredit una banca paneuropea vincente”.