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Unicredit: approvato il progetto banca unica, Piccini “country chairman” per l’Italia

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Dopo l’espansione all’estero degli anni precedenti è arrivato il momento della riorganizzazione sul mercato domestico. Il Consiglio di amministrazione di Unicredit ha dato il via libera al progetto “banca unica”, ovvero il riassetto delle attività italiane di piazza Cordusio. In sostanza, entro la fine dell’anno, si vedrà la fusione delle cinque banche di segmento (tre retail, corporate e private) all’interno della holding. Al vertice della struttura ci sarà ovviamente l’amministratore delegato, Alessandro Profumo, e sotto di lui i tre deputy ceo: Roberto Nicastro, responsabile del retail, Sergio Ermotti, corporate e investment banking, e Paolo Fiorentino, che si occuperà della parte tecnico-funzionale dell’istituto.


Sembrano quindi passate le tensioni delle scorse settimane tra Profumo e alcuni grandi soci della banca che avevano fatto slittare il piano di riorganizzazione del gruppo. Tensioni che riguardavano, secondo i soci, l’eccessiva concentrazione di potere nelle mani del Ceo e da qui l’indicazione delle Fondazioni di introdurre la figura di un “country manager” anche per l’Italia. Ed è proprio la nomina di Gabriele Piccini (attuale responsabile del retail in Italia) a “country chairman” per l’Italia l’altra grande novità emersa dal Cda di piazza Cordusio. Una figura già collaudata da Unicredit in Germania (Theodor Weimer), Polonia (Alicia Kornasiewicz) e Austria (Willibald Cernko). Il responsabile del retail italiano ha alle sue spalle una lunga carriera nel gruppo dove ha iniziato nel 1978. Piccini sarà il cordone ombelicale tra i tre deputy ceo e il territorio (sportelli e azionisti), confermando la volontà della banca guidata da Profumo di una maggiore vicinanza alle esigenze del territorio e di una maggiore semplicità organizzativa che porti a rapide risposte verso la clientela. 

Più vicinanza al territorio è una frase ripetuta all’infinito anche dalla Lega Nord, uscita rafforzata dal voto regionale con la conquista di Piemonte e Veneto, regioni che ospitano due dei grandi soci di Unicredit: Cariverona e Crt (Cassa di risparmio di Torino). La partita più immediata si giocherà a Verona visto che in ottobre scadranno tutti gli organi sociali di Cariverona: presidente, Cda e Consiglio generale. Il match è già iniziato a colpi di dichiarazioni con il sindaco della città dell’Arena, Flavio Tosi, a sollecitare che ogni investimento sia finalizzato a sostenere il territorio. Il Carroccio si sta quindi preparando a conquistare poltrone nelle Fondazioni socie di Unicredit, ma nei corridoi di piazza Cordusio si continua a ripetere che questo cambierà gli equilibri solo nelle Fondazioni visto che, come già ribadito da Profumo, Unicredit “ha azionisti in tutto il mondo”.