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Unicredit allo sbando sull’S&P, cocktail di fattori

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Mattinata difficile per Unicredit sull’S&P. Il titolo dell’istituto milanese accusa un ribasso dell’1,19%, scambiando a quota 4,28 euro. La trimestrale del terzo trimestre 2004 presentata dalla banca di Piazza Cordusio non è stata delle migliori. Tanto che gli analisti di Morgan Stanley, in un report sul settore bancario italiano raccolto questa mattina da Spystocks, non ci hanno pensato due volte a tagliare il rating su Unicredit a equal-weight dal precedente overweight e a rivedere le stime per i prossimi esercizi. Cambiando parrocchia, la musica non cambia. Per esempio al quartier generale di Goldman Sachs, Alessandro Santoni spiega che i numeri della banca guidata da Profumo sono risultati sotto le attese del mercato. “Dal canto suo”, ricorda Santoni, Unicredit ha presentato una buona guidance”. Ma questo non ha impedito l’analista dal tagliare le stime di utile per azione 2004, 2005 e 2006 rispettivamente dell’1%, del 3% e dell’1,4%. C’è poi il fattore direttore generale. L’uscita di scena di Pietro Modiano è letto da mercato in maniera univoca. Ma Alessandro Profumo sta già lavorando per trovare un degno sostituito. Secondo indiscrezioni di stampa un papabile candidato potrebbe essere Antonio Capuano, attuale direttore di Borsa Italiana che con Profumo ha condiviso l’esperienza Mc Kinsey. Il numero uno di Unicredit avrebbe allacciato direttamente contatti con Capuano. E nei prossimi giorni se ne conosceranno gli sviluppi. Nel frattempo Profumo ha deciso di incaricare anche una società di cacciatori di teste, la Egon Zendher, per trovare una soluzione adatta per la posizione che ricopriva Modiano.