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Unicredit: 2013 in rosso di 14 miliardi su accantonamenti e rettifiche. Script dividend di 10 centesimi

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Unicredit ha chiuso il 2013 con una perdita netta pari a 14 miliardi di euro rispetto all’utile netto di 865 milioni realizzato nel 2012. Solo nel quarto trimestre il rosso è stato di 15 miliardi ascrivibile prevalentemente alle voci non ricorrenti tra le quali 9,3 miliardi di euro di rettifiche di valore dell’avviamento, 7,2 miliardi aggiuntivi di accantonamenti su crediti (LLP), che hanno portato a 9,3 miliardi totali di LLP nell’ultimo periodo del 2013 e 699 milioni di oneri di ristrutturazione. Balzo in avanti del titolo a Piazza Affari. L’azione dell’istituto di credito segna un progresso del 6% a quota 6,40 dopo aver toccato un picco a 6,54 euro, livelli che non vedeva dall’ottobre 2011. A far da volano al titolo la previsione dell’utile 2014 presentato nel piano industriale migliore delle attese: circa 2 miliardi euro, contro il consensus di 1,6 miliardi.

Common equity Tier 1 ratio al 10,4%, script dividend di 10 centesimi
Il margine operativo lordo, che ha raggiunto 2,1 miliardi nel quarto trimestre, mostra i primi segni di ripresa ed evidenzia un’inversione di tendenza con un incremento del 2,7% annuo e dell’1,1% su base trimestrale. Il margine d’interesse netto ha totalizzato 3,3 miliardi con un aumento del 2% trimestre su trimestre (13 miliardi nel 2013). Confermata la solidità del patrimonio di vigilanza con un Common equity Tier 1 ratio phased-in al 10,4% (9,4% anticipando pienamente tutti gli effetti di Basilea 3), incluso il beneficio della valutazione della quota in Banca d’Italia. In occasione dell’assemblea annuale degli azionisti, in programma per il prossimo 13 maggio, il Cda di Unicredit proporrà per l’esercizio finanziario 2013 il pagamento di un dividendo da riserve di utili di 10 centesimi di euro per azioni mediante attribuzione di azioni Unicredit di nuova emissione oppure, su specifica richiesta degli azionisti, mediante versamento in contanti (cosiddetto scrip dividend).

Rivalutazione quota Bankitalia, beneficio di 1,4 miliardi
Il beneficio della valutazione della quota in Banca d’Italia è stato pari a 1,4 miliardi ante imposte registrato in conto economico alla voce profitti netti da investimenti nel quarto trimestre. “Essendo attualmente in corso approfondimenti da parte delle autorità competenti in merito all’applicazione degli IAS/IFRS alla transazione – spiega Unicredit – potrebbe emergere una differente interpretazione dei principi contabili rispetto all’approccio adottato, determinando a parità di Redditività complessiva, l’imputazione del beneficio da valutazione a patrimonio netto e non in conto economico. In caso di valutazione a patrimonio netto la perdita netta di gruppo sarebbe più elevata di 1,2 miliardi nel trimestre e nell’esercizio 2013, mentre il Common equity Tier 1 ratio anticipando pienamente gli effetti di Basilea 3 rimarrebbe invariato al 9,4% (Common equity Tier 1 ratio phased-in diventerebbe 10%)”.

Ltro, rimborsati 3 miliardi tra novembre e dicembre
Tra il dicembre 2011 e il gennaio 2012 Unicredit ha aderito all’operazione di rifinanziamento a lungo termine (Ltro), contraendo un prestito di 26,1 miliardi con scadenza nel 2015. Dopo aver rimborsato anticipatamente 2 miliardi nel giugno 2013, all’inizio di novembre la banca meneghina ha rimborsato 1 miliardo di fondi Ltro e altri 2 miliardi in dicembre. L’importo di Ltro ancora dovuto è ora sceso a circa 21 miliardi. In futuro, Unicredit valuterà l’opportunità di procedere a ulteriori rimborsi anticipati dei fondi Ltro tenendo conto di vari fattori, tra cui le condizioni di mercato.

Ghizzoni, 2013 anno della svolta
“Per UniCredit il 2013 è stato l’anno della svolta; ora siamo pronti ad aumentare ulteriormente la nostra offerta di credito e a dare supporto all’economia reale in Italia e in Europa”. Commenta così l’amministratore delegato, Federico Ghizzoni. “Con le azioni annunciate oggi, abbiamo rafforzato ancora il nostro bilancio e completato il processo iniziato nel 2010. Grazie alla nostra solida dotazione di capitale, abbiamo deciso di compiere una scelta trasparente dopo la quale il nostro Common equity Tier 1 ratio si conferma ben al di sopra dei requisiti di Basilea 3. Grazie agli accantonamenti aggiuntivi iscritti a bilancio, Unicredit può vantare oggi la copertura dei crediti deteriorati di gran lunga più alta di tutto il sistema bancario italiano e tra le migliori in Europa, in linea con i livelli pre-crisi“.