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Unger: studio e metodo sono le armi vincenti anche nei periodi di ribasso

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Andrea Unger a Rimini per ITForum ’08: studio e metodo sono le armi vincenti anche nei periodi di ribasso


Andrea Unger, ingegnere e trader indipendente dal 2001, inizia con i CW e poi passa allo sviluppo di Trading System. La stretta collaborazione iniziata con il top trader Domenico Foti porta i suoi frutti con la vittoria del campionato TopTraderDiBorsa nella sezione future del 2005. La formazione di stampo matematico lo accompagna nello studio dei Trading System e del Money Management, fino alla redazione del “Trattato di money management: analisi dei metodi e loro applicazione”, edito da Trading Library.

Domanda: Mercati volatili e tendenzialmente al ribasso, recessione possibile in Occidente. Problemi o opportunità per i trader?
Risposta: Se per trader si intende chi affronta il mercato in maniera dinamica cercando di cavalcare un trend di durata variabile, allora la situazione attuale è certamente una opportunità, molto dipende però dalle capacità di adattamento del trader alla volatilità, un modello di trading fisso può comportare difficoltà a chi non si adatta ai nuovi scenari.

D.
: In particolare, i trader giovani si trovano a affrontare una situazione molto complessa con una scarsa esperienza. Che consigli dare?
R.: In questo, come in qualsiasi lavoro, è necessaria una grande dose di umiltà, alcuni facili successi non significano nulla, molte volte si tratta di fortuna, non bisogna mai illudersi di avere imparato perché di imparare non si finisce mai. Consiglio poi di tenere a freno la propria fantasia, può sembrare un controsenso ma mi voglio spiegare meglio: quando si affronta un nuovo mondo vengono molte idee, si cominciano a percorrere tante strade ma si rischia di non arrivare in fondo a nessuna, conviene concentrarsi su poche cose e farle bene, una volta assimilate quelle allora si potrà guardare avanti.

D.: Di sicuro non esiste una ricetta sicura per guadagnare; forse esiste una ricetta affidabile per limitare le perdite? Lei ha qualche idea?
R.: Beh, se la pensiamo così l’unica ricetta sarebbe di lasciar perdere, perché imbarcarsi in qualcosa in cui dovrei impegnarmi a limitare le perdite? Guadagnare si può ed ognuno deve trovare la propria strada per farlo, studio e metodo stanno alla base di tutto, tornando però alla prima parte della risposta, sono io il primo a sconsigliare questo mondo a chiunque mi chieda cosa fare, sono infatti convinto che verrebbe sempre affrontato con troppa superficialità.

D.: Crisi dei mercati, “bolle” pronte a scoppiare, riduzione del valore del risparmio. Questo pone un problema non piccolo per l’Europa e in particolare l’Italia, minacciata anche da una elevata inflazione.
R.: Lo scenario non mi piace molto e se, per quel che riguarda la mia professione di trader, rimango tranquillo, non posso fare a meno di preoccuparmi per i risparmiatori che si trovano in balìa degli eventi.

D.: La crisi dei fondi comuni è un fatto transitorio e legato al ciclo dei prodotti o ha radici più profonde?
R.: Credo che molti siano ancora rimasti scottati dal post-bolla, il rialzo degli ultimi anni è stato lento e silenzioso, nulla a che vedere con i rally che precedettero il 2000, un clima quindi che non favoriva la ricerca del fondo bensì la disperata ricerca di tranquillità e sicurezza. Credo che se tornasse un rialzo serio non preceduto da una fase di crollo, i fondi troveranno nuove sottoscrizioni.

D.
: Il grande sviluppo di prodotti come gli ETF, i Certificates , le opzioni e i CFD dimostrano grande interesse per i mercati, voglia di novità e ricerca di maggiori rendimenti. I nostri risparmiatori sono preparati a tutto questo?
R.: Sinceramente credo proprio di no, ormai in banca vengono proposti prodotti che richiedono un laurea in fisica nucleare per capire esattamente cosa si sta comprando, tutto ciò mi sembra ad esclusivo vantaggio degli emittenti, il risparmiatore può solo sperare di azzeccare il prodotto e  il periodo giusto.

D.: La MiFID cambia il mercato. Come? Chi ci guadagna veramente? Siamo sicuri che la fine dell’obbligo di concentrazione degli scambi sia un vantaggio per il risparmiatore?
R.: Il quadro è troppo complesso a mio avviso per poterlo etichettare come positivo o negativo, da parte mia non trovo reali vantaggi a tutela del risparmiatore ma ho una visione parziale  non avendo a disposizione tutto il bagaglio di informazioni che è stato vagliato da chi ha creato le nuove norme.

D.: Crisi dei subprime e crisi di grandi colossi bancari internazionali. Una correlazione che desta inquietudine, perchè chi ha creato questo sistema finanziario pare in realtà non pare avere la capacità di governarlo…
R.: Credo che siano timori più che motivati, si aveva sempre la “certezza” dei soldi in banca, ora questa “certezza” vacilla e lo fa nel paese che guida il mondo, gli Stati Uniti, è normale che ci siano reazioni di inquietudine.

D.: Concentrazioni bancarie e concentrazione delle borse. Normalmente questo si traduce in un danno per i risparmiatori, però nessuno pare preoccuparsene, anzi, tutti sottolineano i risparmi per le economie di scala, che però rimangono nei bilanci…
R.: E’ difficile potersi preoccupare e dare voce a tale preoccupazione, chi deve guadagnare lo fa, noi possiamo solo adeguarci, non voglio apparire pessimista e rassegnato, credo colo che convenga concentrare i propri sforzi a seguire il sistema piuttosto che a combatterlo.

D.: L’informazione finanziaria aiuta i risparmiatori a capire di più il mercato  o più o meno volontariamente è al servizio di produttori e distributori?
R.: Potrei dire che l’informazione finanziaria è al servizio.. di sé stessa, subito dopo arrivano i produttori e distributori, il risparmiatore lo vedo come spettatore inconsapevole.

D.
: Lei è un esperto sviluppatore di Trading System, le fasi attuali di mercato disturbano i risultati dei suoi sistemi?
R.: Lo sviluppo dei sistemi avviene sempre cercando di ottenere risultati positivi in tutte le tipologie di mercato. I sistemi in utilizzo attualmente, avevano dato buoni risultati anche nel 2001-2002 e hanno funzionato a dovere anche nei primi mesi di questo 2008 particolarmente turbolento.

D.: I Trading System sono dunque la risposta a tutti i problemi dei trader?
R.: Assolutamente no, ogni persona è portata, psicologicamente, a trovarsi a proprio agio con metodologie diverse, un Trading System, anche vincente, potrebbe non adattarsi al profilo dell’utilizzatore e questo porterebbe inevitabilmente ad un uso improprio con forzature su ordini ignorati o modificati a seconda del sentiment del momento. Se fosse così semplice basterebbe sottoscrivere un buon servizio di segnali con un track record positivo per guadagnare in borsa, purtroppo non funziona sempre e spesso le “personalizzazioni” portano ad un risultato finale deludente. Io collaboro da anni con Domenico Foti, che giudico sicuramente la mente più vulcanica mai incontrata in questo settore, il suo approccio allo sviluppo dei Trading System porta a metodologie che mi mettono assolutamente a mio agio, inutile dire che non ho esitato a “sfruttare” alcune delle sue innumerevoli idee per creare nuovi Trading System sapendo a priori che li avrei potuti seguire senza problemi.

D.: cosa significa una manifestazione come ITF per chi fa la tua