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Un inizio di 2019 con il piede sbagliato per Piazza Affari

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Piazza Affari inizia sottotono il 2019 con il Ftse Mib che cede l’1,9% sotto quota 18.000 punti, tornando di nuovo a ridosso dei minimi pluriennali toccati nell’ultima settimana dello scorso anno.
Ancora più deboli le altre Borse europee in un clima di mercato che continua a risentire delle preoccupazioni relative alla crescita globale dopo aver archiviato il peggior anno per l’azionario mondiale dalla crisi finanziaria.
Anche Borsa Italiana è infatti reduce da un anno molto difficile con capitalizzazione di Borsa scesa di circa 100 miliardi di euro complici le tensioni sui mercati internazionali così come le tensioni sul fronte spread, rientrate in parte a dicembre con differenziale Btp-Bund sceso in area 250 pb.
Inizio di 2019 in rosso per i mercati asiatici, orfani di Tokyo ancora chiusa per festività. Gli indici azionari cinesi scontano i dati deludenti sull’attività manifatturiera di dicembre che hanno alimentato ulteriormente i timori sul rallentamento dell’economia di Pechino.
Wall Street invece ha chiuso l’ultima seduta del 2018 in territorio positivo, recuperando parte delle perdite cumulate nelle giornate precedenti ma terminando comunque lo scorso anno con la peggior performance dal 2008.
Tornando a Piazza Affari, l’unico titolo in rialzo del paniere principale è Juventus (+0,5%). Tra i bancari, Unicredit (-1,7%) e Intesa (-1,1%) deboli in avvio. In fondo al Ftse Mib troviamo Saipem con calo di oltre il 3%.
Vendite su Generali (-1,5%) che ha completato l’operazione di aumento della propria partecipazione nelle joint-venture assicurative indiane con Future Group dal 25,5% al 49%.
In ribasso anche Recordati (-2,2%) che ha concluso l’acquisizione del 100% del capitale sociale di Tonipharm, società francese presente prevalentemente nel mercato dell’automedicazione con prodotti da banco.