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Elezioni UK, S&P: rischio downgrade rating. Ma per Franklin Templeton incertezza premierà i Gilts

Così S&P: “Il nostro outlook sui rating rimane negativo, e ciò sifnigica che un ulteriore revisione al ribasso o più revisioni al ribasso sono possibili. Intanto la sterlina…”.

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La situazione di caos totale in cui è precipitato il Regno Unito con le elezioni di ieri mette in allerta S&P.

L’agenzia di rating lo dice chiaramente: il rischio di un downgrade esiste, e l’avvertimento arriva dopo che il Regno Unito si era visto strappare il rating a tripla AAA dalla stessa S&P dopo il referendum sulla Brexit dello scorso 23 giugno.

Flop May favorisce i bond, giù sterlina

Intanto, mentre il leader del partito UKIP Paul Nuttal si dimette e la premier britannica Theresa May si reca dalla regina a Buckingham Palace per chiedere l’autorizzazione a formare un nuovo governo, gli acquisti interessano sia l’azionario che l’obbligazionario UK.

I titoli di stato britannici – i Gilts – sono saliti stamattina, con gli investitori che hanno preferito rifugiarsi nei bond sovrani temendo il rischio ingovernabilità nel paese. I rendimenti decennali sono così scesi fino all’1,01%, mentre quelli a 30 anni sono calati fino all’1,68%.

E tra gli analisti David Zhan di Franklin Templeton afferma che l’incertezza politica del Regno Unito dovrebbe avvantaggiare proprio i Gilts. A suo avviso la sterlina è sottovalutata ma rimarrà ostaggio degli eventi politici. La valuta intanto è tuttora in ribasso, ma limita i danni, e riconquista la soglia di $1,27.

S&P: rating UK a rischio downgrade

Tornando alla minaccia di S&P, in un’intervista rilascia al canale televisivo Cnbc, Moritz Kraemer, responsabile della divisione di rating di Standard & Poor’s, ha affermato che una revisione al ribasso della valutazione sul debito britannico è possibile.

“Il nostro outlook sui rating rimane negativo, e ciò sifnigica che un ulteriore revisione al ribasso è possibile. Ciò dipende molto dai risultati delle trattative sulla Brexit e dalla realtà che il Regno Unito dovrà fronteggiare al di fuori dell’Unione europea, che è ancora incerta”.

Ancora prima, nella mattinata di oggi, era arrivato il giudizio di Kathrin Muehlbronner, vice direttore generale di Moody’s:

Moody’s sul rating del debito sovrano UK dopo elezioni

“Moody’s sta monitorando il processo UK volto a formare un nuovo governo e valuterà al momento opportuno le implicazioni sul debito. Così come reso noto in precedenza, il percorso futuro del rating del debito sovrano UK dipenderà in gran parte da due fattori: il primo è il risultato delle trattative per l’uscita dall’Unione europea e le implicazioni che ciò avrà sull’outlook relativo alla crescita del paese. Il secondo è rappresentato dagli sviluppi della politica fiscale, considerati il deficit e l’aumento del debito pubblico del paese”.

Nel frattempo, dopo il concretizzarsi dello scenario che gli investitori temevano più di tutti – la perdita della maggioranza assoluta dei Tory – la premier britannica Theresa May risponde alle richieste di rassegnare le dimissioni con un chiaro no, affermando che “in questo momento, più che di ogni altra cosa, questo paese ha bisogno di stabilità”.

Di conseguenza, “se le indicazioni hanno mostrato, ed è così che è avvenuto, che i Conservatori si sono aggiudicati la maggior parte dei seggi e probabilmente la maggior parte dei voti, allora sarà nostro compito assicurare un periodo di stabilità. Ed è questo quello che faremo esattamente“.