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UK: Osborne, se la Scozia vuole l’indipendenza può scordarsi la sterlina

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Un sì al referendum comporterà l’abbandono della sterlina. È quanto ha dichiarato il Cancelliere dello scacchiere del Regno Unito, George Osborne, parlando della consultazione elettorale che il prossimo 18 settembre potrebbe decretare l’uscita della Scozia dalla Gran Bretagna.

Se i circa quattro milioni di scozzesi chiamati alle urne voteranno “sì” al quesito “La Scozia dovrebbe essere uno stato indipendente?” il Paese dovrà rinunciare al pound. “La sterlina non rappresenta un asset divisibile tra due Paesi”, ha detto Osborne. “Se la Scozia dovesse lasciare il Regno Unito, lascerà anche la sterlina”.

L’offensiva dell’esecutivo Cameron va a toccare uno dei punti chiave del Libro bianco sull’indipendenza presentato dallo Scottish National Party (Snp) che prevede di continuare ad utilizzare la sterlina anche nel caso di una vittoria dei “sì”.

Anche perché, fanno notare maliziosamente quelli dello Snp, solo tramite l’utilizzo della sterlina Londra continuerà a beneficiare dei profitti derivati dallo sfruttamento dei giacimenti di petrolio nel Mare del Nord (nelle acque territoriali scozzesi si trovano le maggiori riserve di idrocarburi europee).

La vice premier scozzese Nicola Sturgeon ha già fatto sapere che se alla nuova entità che potrebbe scaturire dal referendum sarà impedito di utilizzare la sterlina, la Scozia potrebbe rifiutarsi di prendere in carico la quota spettante del debito del Regno Unito.

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