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UK: dopo la Brexit è ora dei downgrade. Addio alla tripla A

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Prime inevitabili bocciature alla decisione dei cittadini del Regno Unito di abbandonare l’Unione Europea. Anche se il processo di distacco dall’Ue sarà lungo e figlio di estenuanti negoziati tra le parti, le prime pesanti bocciature da parte delle più importanti agenzie di rating internazionali non sono tardate ad arrivare. 


Downgrade da parte di Standard & Poor’s 
Standard & Poor’s ha rivisto al ribasso il proprio giudizio sulla Gran Bretagna che vede così perdere l’ambita tripla A, ossia il massimo grado di merito creditizio. L’agenzia di rating ha tagliato ieri sera il rating di due gradini, portando la valutazione a AA. Le ragioni della bocciatura riguardano “un contesto politico meno stabile e meno efficace” nell’imminente futuro. L’outlook è negativo: non si esclude quindi un nuovo possibile downgrade nel medio termine per la Gran Bretagna.
Addio alla tripla A anche da Fitch Ratings
Reazione simile anche per Fitch che a distanza di poche ore ha emesso il proprio downgrade sugli UK portando la propria valutazione ad “AA”. In questo caso l’agenzia di rating ha citato come motivazione un “quadro politico meno stabile ed efficiente”. Probabile, secondo Fitch, un impatto negativo sull’economia e le finanze pubbliche; fattori che porteranno a un probabile rallentamento della crescita del prodotto interno lordo del Paese, almeno nel breve termine. Secondo Fitch le previsioni relative alla crescita del Pil per il 2016 scendono dall’1,9% all’1,6%. Mentre nel 2017 e nel 2018 sono state abbassate allo 0,9%, sotto il 2% previsto nelle precedenti stime. 

I titoli di stato scontano un possibile intervento della BoE?
Nonostante la bocciatura il mercato continua a premiare i titoli di stato inglesi: il rendimento del Gilt decennale britannico ha toccato i nuovi minimi storici sotto quota 1%. Altrettanto comprati i titoli a 2 anni con il rendimento che prima del referendum viaggiava intorno allo 0,5% mentre questa mattina si attesta in area 0,2%. Analisti ed operatori si attendono quindi interventi di politica monetaria da parte della Bank of England che sarà secondo molti costretta ad intervenire aumentando la propria azione di espansione monetaria sui mercati internazionali.