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UK: dati macro penalizzano la sterlina, trend si conferma rialzista

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Anche oggi indicazioni macro deludenti spingono al ribasso la sterlina. Dopo i dati relativi i prezzi al consumo arrivati ieri, scesi a gennaio sotto quota 2% (1,9%) per la prima volta dal 2009, oggi a penalizzare la moneta d’Oltremanica ci ha pensato il tasso di disoccupazione, salito a dicembre dal 7,1% al 7,2%.

Nonostante il calo delle richieste di sussidio, scese di 27,6 mila unità (consenso -18,3 mila), il focus degli operatori è rivolto al tasso di disoccupazione e più precisamente alla soglia del 7%, il livello che dovrebbe innescare la discussione su quando rialzare il costo del denaro.

In linea con le stime invece le minute dell’ultima riunione della Bank of England dalle quali è emerso un voto unanime quando si è trattato di confermare il costo del denaro e il piano di acquisto asset rispettivamente allo 0,5% e a 375 miliardi di sterline.

Le ultime indicazioni arrivate dal fronte macro dovrebbero impedire al cable (gbp/usd), che attualmente passa di mano a 1,6717, “di sfidare -si legge nel report giornaliero preparato dagli analisti di Swissquote- il massimo annuale osservato a 1,6823 questo lunedì”. “Gli indicatori di tendenza e di momentum -continua il resoconto- restano positivi, ma alcuni aggiustamenti di posizione dovrebbero pesare sulla sterlina”.