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La Ue punta ancora il dito contro le banche centrali: “Ostacolate le fusioni”

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“Ora vediamo che si muovono i tribunali, ci sono indagini di polizia, insomma un evento dietro l’altro come in una serie televisiva”. Charlie McCreevy, commissario europeo al mercato interno, usa parole ironiche per definire il mercato del credito italiano. “Un intervento inappropriato da parte delle autorità di sorveglianza nazionale e interferenze politiche sono fra le ragioni del mancato consolidamento delle banche a livello trasnfrontaliero e di questo parleremo all’Ecofin informale di settembre”. Il primo approccio su questo argomento era nato nel settembre 2004 a Scheveningen quando fu presentata una relazione stimolata da alcuni grandi banchieri europei. McCreevy e la sua collega alla concorrenza, Neelie Kroes, hanno preso a cuore il problema e inviato la prima lettera a Fazio per assicurarsi che l’autorità di vigilanza non ponga barriere al movimento di capitali in Europa. Soprattutto dopo il lancio delle due Opa su Antonveneta e Bnl.