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L’Ue partorisce l’accordo sull’unione bancaria. Ma la Merkel strappa rinvio della sua piena operatività

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La prima giornata del Consiglio Europeo, che ha visto la discussione protrarsi fino alle ore piccole della notte, ha portato a una conferma degli impegni presi lo scorso giugno in tema di supervisione bancaria unica. Nonostante l’emergere di forti divergenze tra Francia (spalleggiata dall’Italia) e Germania, alla fine il Consiglio dei 27 Paesi membri ha partorito una soluzione di compromesso sulla vigilanza bancaria unica da parte della Bce: entro fine anno Consiglio Ue e Parlamento europeo saranno chiamati ad approvarne il quadro normativo. La piena operatività del nuovo sistema di vigilanza partirà successivamente, una volta completato l’iter e quando la Bce sarà pronta per il nuovo compito. La supervisione “potrà probabilmente essere effettivamente operativa nel 2013 consentendo al fondo di salvataggio europeo di dare le risorse direttamente alle banche”, ha dichiarato ai giornalisti il presidente del consiglio europeo, Herman Van Rompuy, dopo la riunione.

Il nuovo sistema, destinato a spezzare il legame tra banche e governi, entrerà in vigore quindi gradualmente nel corso del prossimo anno e coinvolgerà tutte le 6000 banche dell’area dell’euro a partire dal 1 gennaio 2014. Passa quindi l’approccio più graduale voluto dal cancelliere tedesco Angela Merkel che ha rimarcato come gli aiuti diretti alle banche dovranno arrivare solo quando il sistema unico di sorveglianza bancaria sistema avrà raggiunto il suo effettivo completamento pratico. “Il nostro obiettivo – ha spiegato la Merkel – è quello di avere una vigilanza bancaria che sia degna di questo nome, perché vogliamo creare qualcosa che sia migliore di quello che effettivamente al momento non abbiamo”.
 
Il Consiglio Europeo è stato caratterizzato anche dal forte attrito circa la proposta tedesca, anticipata nella mattinata di ieri dalla Merkel al Bundestag tedesco, di dare all’Unione europea la possibilità di intervenire direttamente sui bilanci degli Stati membri con l’introduzione di un supercommissario Ue ad hoc che abbia anche dei poteri di veto. Proposta osteggiata subito dalla Francia. Il presidente francese Francois Hollande ha infatti risposto in maniera sonora alla Merkel raccomandandole di non anteporre gli interessi politici contingenti (in Germania sono in agenda le elezioni politiche a settembre 2013) a quelli dell’Unione Europea.