Ue: Import Cina, dopo le quote doppio monitoraggio alle dogane

Inviato da Carlotta Scozzari il Mer, 10/10/2007 - 08:45

Dopo le quote arriva il sistema dei doppi controlli per mettere un freno alla concorrenza spietata - e il più delle volte sleale - dei prodotti cinesi in Europa. La maggior parte dei Paesi presenti nel Comitato tessile (Comtex) dell'Unione europea ha infatti votato a favore della proposta presentata dalla Commissione riguardante il duplice monitoraggio e caldeggiata da Italia, Francia e Spagna. Il via libera definitivo alla proposta da parte della Commissione è atteso per i prossimi giorni. Si tratterà di un sistema di doppio controllo alle dogane cinesi e italiane per monitorare i flussi delle importazioni che giungono da Pechino, con l'obiettivo di bloccarne tra l'8 e il 12%. L'attuale meccanismo delle quote alle importazioni, in vigore dal 2005, quando era esploso con tutto il suo clamore il caso Cina, scadrà a fine anno e dunque esisteva l'esigenza di tutelare il made in Europe a partire dal primo gennaio del 2008. Infatti il sistema del monitoraggio delle dogane prenderà il via proprio dall'inizio del prossimo anno, ma soltanto su otto categorie di prodotti tessili (rispetto alle dieci attualmente sottoposte al sistema delle quote): magliette, maglioni, pantaloni da uomo, camicette, abiti, reggiseni, lenzuola e filato di lino. Restano invece fuori e sono quindi destinati a subire la concorrenza cinese prodotti tessili giudicati "minori" come tovaglie e tovaglioli.

Il ministro per il Commercio internazionale, Emma Bonino, si è detto soddisfatto della cosa, giudicata "una garanzia di attenzione ai flussi di commercio anomali, una misura che assicura trasparenza e dà alle autorità responsabili, europee e cinesi, la possibilità di controllare costantemente cosa stia accadendo sul mercato". Secondo Paolo Zegna, presidente di Smi-Ati Federazione Imprese Tessili e Moda Italiane, "è un ulteriore dimostrazione che l'industria tessile-abbigliamento-moda italiana è per il rispetto degli accordi sottoscritti, ma è anche fortemente impegnata ad assicurare il massimo della trasparenza nel commercio internazionale, in primo luogo nell'interesse dei consumatori. Da qui l'ulteriore sollecitazione perché le varie istanze di governo dell'Unione Europea, in primo luogo il Consiglio d'Europa, varino al più presto l'obbligatorietà dell'etichettatura per le merci provenienti dai Paesi extra-Ue. Da parte nostra l'impegno a studiare le migliori modalità per assicurare, poi, la tracciabilità volontaria dei prodotti italiani". "Si tratta - ha aggiunto Zegna - di un accordo positivo che, oltre ad offrire uno strumento condiviso di monitoraggio riguardante, soprattutto, eventuali fluttuazioni anomale delle importazioni di prodotti tessili, evidenzia un comune senso di responsabilità tra chi ha la responsabilità di governare due grandi mercati come quelli europeo e cinese. Si tratta di un passo avanti verso un mercato globale governato da regole da tutti accettate e, soprattutto, da tutti rispettate".

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