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Ue: crisi politica in Portogallo dopo bocciatura piano, al via oggi il vertice a Bruxelles

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Si apre la crisi in Portogallo, alla vigilia dell’importante vertice Ue, in agenda oggi e domani. Così come era nell’aria, il Parlamento portoghese ha bocciato ieri sera il piano antideficit di sviluppo e crescita (Pec) concordato con Bruxelles. Ora il premier socialista Josè Socrates si prepara alle dimissioni, dopo essere stato messo in minoranza. Si è conclusa così una delle giornate più difficili che Lisbona abbia affrontato dall’inizio della crisi.


Il Portogallo si trova ora di fronte alla peggiore crisi finanziaria degli ultimi 30 anni a cui si aggiunge ora anche una crisi politica, con elezioni anticipate al più presto. Secondo i sondaggi, a prendere il posto al governo sarà il partito Psd di Passos Coelho. Comunque sia, la bocciatura del piano di austerità, il quarto dall’inizio della crisi, e la caduta di Socrates potrebbero ora spingere il Paese verso quel piano di salvataggio Ue-Fmi, già scattato per Grecia e e Irlanda, che il governo socialista ha tentato finora di evitare. Una situazione che ha fatto salire la pressione dei mercati sul debito sovrano del Portogallo. Ieri, il rendimento del titolo di Lisbona a cinque anni è schizzato oltre l’8%, mentre gli interessi a 10 anni hanno raggiunto i cinque punti base, fino al 7,54%, lo stesso livello al quale la Grecia e l’Irlanda sono state riscattate.

Il tutto poche ore prima del summit dei leader europei, in agenda oggi e domani a Bruxelles. In questi due giorni, i capi di stato e di governo dei Paesi dell’Unione discuteranno di Portogallo, Libia e Giappone. Nel comunicato che anticipa il summit, emerge che il Consiglio europeo analizzerà il pacchetto di misure per la stabilità finanziaria e la ripresa economica dell’Eurozona. Ciò include l’approvazione finale del Meccanismo di stabilità europeo (Esm), il nuovo fondo che entrerà in funzione dal 2013. Nessuna decisione definitiva invece per quanto riguarda l’allargamento del fondo di salvataggio europeo (Efsf), da 250 a 440 miliardi di euro. La decisione è stata rinviata a metà anno. “La preparazione del trattato sull’Esm e gli emendamenti all’Efsf per assicurare un’effettiva capacità di 440 miliardi di euro saranno finalizzati in modo da consentire il completamento delle procedure nazionali in tempo per una firma degli accordi prima della fine di giugno 2011”. Tra gli argomenti sul tavolo anche il Patto di competitività che “rafforzerà il coordinamento dell’economia politica con l’obiettivo di aumentare la competitività dell’Eurozona”.