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UE contro l’Italia per discriminazioni nell’età pensionistica nel settore pubblico

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La Commissione europea punta nuovamente il dito contro l’Italia. Il motivo del contendere? Le discriminazioni nell’età pensionistica. Oggi Bruxelles ha inviato all’Italia un nuovo sollecito affinché si appresti a equiparare l’età pensionabile tra uomini e donne nel settore pubblico. Se ciò non avvenisse il Belpaese verrebbe nuovamente deferito alla Corte di giustizia europea. Ma facciamo un passo indietro. Il 13 novembre del 2008 la Corte ha deliberato che il regime applicabile ai funzionari pubblici italiani gestito dall’Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica è discriminatorio poiché applica alle donne e agli uomini età pensionabili diverse. Passo successivo: nel giugno 2009 la Commissione ha inviato una lettera di costituzione in mora perché l’Italia non aveva adottato disposizioni giuridiche nuove in linea con la sentenza. Nella sua risposta l’Italia ha notificato il varo di nuove disposizioni che introducono gradualmente, fino al 2018, un’età pensionabile identica per tutti i dipendenti pubblici. In forza delle disposizioni del decreto l’età pensionabile per le funzionarie pubbliche aumenterebbe gradualmente e arriverebbe allo stesso livello di quella degli uomini – la cui età pensionabile legale è fissata a 65 anni – soltanto nel 2018.
Il nuovo avvertimento arrivato dall’Ue verrà discusso nei prossimi giorni dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, e dal commissario Viviane Reding.