1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Mondo ›› 

UBS verso il taglio di 3.500 posti di lavoro. Il settore finanziario mette le mani avanti

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Tagliare posti di lavoro. Sembra essere questa la parola d’ordine che si rincorre nei corridoi dei più importanti istituti finanziari europei. Nell’ultimo mese sono stati numerosi i gruppi bancari che hanno annunciato, alcuni in via ufficiale e altri solamente a livello di indiscrezione, di voler intraprendere una serie di tagli al proprio personale. Attraverso licenziamenti o, per i dipendenti più fortunati, attraverso incentivi all’esodo. Il tutto per aumentare l’efficienza o più semplicemente in previsione di un fine 2011 che si preannuncia tumultuoso per gli istituti finanziari alle prese di una delle crisi più incisive e di difficile interpretazione degli ultimi anni.


Questa mattina l’elvetica UBS ha diramato un comunicato in cui precisa l’imminente riduzione di organico che colpirà 3.500 posti di lavoro. Il provvedimento, che era stato preannunciato alla fine di luglio, consentirà una volta a regime risparmi annui per circa 2 miliardi di franchi svizzeri e sarà realizzato “tramite licenziamenti, sfruttando le fluttuazioni naturali e tramite un’ulteriore razionalizzazione delle proprietà immobiliari”.

Della riduzione prevista dal primo gruppo finanziario svizzero circa il 45% riguarderà il settore dell’Investment Bank, il 35% Wealth Management & Swiss Bank, il 10% Global Asset Management e il 10% Wealth Management Americas. Queste cifre, precisano da Zurigo, includono l’organico del Corporate Center e gli oneri imputati alle divisioni. Il numero effettivo di licenziamenti sarà comunque soggetto a consultazioni con il personale come previsto dalle norme locali vigenti.
Le misure annunciate da Ubs sono finalizzate a migliorare l’efficienza operativa. “UBS continuerà a vigilare sulla gestione della sua base di costi, confermando il proprio impegno a investire nelle aree di crescita”.

Dopo i 230.000 licenziamenti registrati nel settore finanziario a livello globale dall’inizio della crisi finanziaria nel 2008, si profila così una nuova fase di pesanti tagli al settore bancario. Secondo dati Bloomberg, i 50 principali gruppi bancari al mondo hanno già annunciato riduzioni di organico per 60.000 unità da inizio anno. Tra le ultime segnaliamo Hsbc, che a inizio agosto ha annunciato 30.000 licenziamenti, e Lloyds Banking Group. Alcuni analisti della City hanno calcolato che nel solo distretto finanziario di Londra i posti a rischio entro la fine dell’anno sarebbero circa 15mila.