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Ubs: taglio di 9.500 posti di lavoro entro il 2015, nel III trimestre rosso da 2,2 mld franchi

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Ubs, la prima banca svizzera, ha annunciato oggi la soppressione di 9.500 posti di lavoro nel mondo entro il 2015 e la chiusura della sue attività più rischiose, dopo aver chiuso il terzo trimestre con una pesante perdita. La mossa era attesa dal mercato dopo le indiscrezioni apparse ieri sul Wall Street Journal. Si tratta di una delle maggiori riduzioni del personale dal crollo di Lehman Brothers nel 2008.

La banca, che a fine giugno contava 63.500 dipendenti, punta a risparmiare 5,4 miliardi di franchi svizzeri nel giro di tre anni riducendo il suo organico a 54.000 lavoratori. La decisione, che rientra nel piano di ristrutturazione dell’istituto affidato a Sergio Ermotti, prevede l’abbandono delle attività più rischiose, tra cui quella del reddito fisso, e lo snellimento di alcuni business con una focalizzazione sull’investment bank.

Con effetto immediato, Andrea Orcel diventerà amministratore delegato di UBS Investment Bank, mentre Carsten Kengeter si dimetterà dalla direzione del gruppo e sarà responsabile per la gestione delle attività e delle posizioni dismesse.

Ubs ha chiuso il terzo trimestre dell’anno con una perdita netta di 2,2 miliardi di franchi (circa 1,8 miliardi di euro), contro i 425 milioni di utili del trimestre precedente e l’utile di 1,02 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno. Gli analisti si aspettavano un utile di 439 milioni di franchi. A pesare sul risultato è stata una serie di spese straordinarie legate a svalutazioni e oneri di ristrutturazione.