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Ubs: profitti migliorano ma deludono attese nel IV trimestre 2018, dividendo in aumento

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Ubs chiude il quarto trimestre del 2018 con un utile di 696 milioni di dollari rispetto alla perdita di 2,42 miliardi dell’anno passato, mentre l’utile ante imposte rettificato si è attestato a 860 milioni. Gli analisti si attendevano che per la banca svizzera un utile di 729 milioni (stando al consensus pubblicato sul sito dalla stessa Ubs). L’ultimo scorcio del 2017 comprendeva, ricorda il gruppo svizzero in una nota, “la svalutazione netta di 2,94 miliardi attività fiscali differite a seguito dell’entrata in vigore della legge di riforma fiscale statunitense (US Tax Cuts and Jobs Act)”. Per l’intero esercizio 2018 l’utile netto di Ubs ha mostrato un rialzo del 2% a 4,9 miliardi di dollari, a fronte dei 969 registrati al 31 dicembre 2017. Per il 2018 il consiglio di amministrazione intende proporre un dividendo pari a 0,706 franchi per azione per gli azionisti di Ubs, registrando un aumento dell’8% rispetto all’anno precedente, e punta a implementare un programma di buy back fino a 1 miliardo di dollari nel 2019.

Commentando i risultati finanziari Sergio Ermotti, amministratore delegato di Ubs, ha dichiarato: “Nel quarto trimestre, abbiamo realizzato una solida performance nonostante condizioni di mercato eccezionalmente difficili”. E ha aggiunto: “Abbiamo assistito a una normalizzazione dei mercati all’inizio del 2019 e continueremo a focalizzarci sul mantenimento dell’equilibrio tra efficienza e investimenti per la crescita al fine di poter raggiungere i nostri obiettivi di rendimento sul capitale creando allo stesso tempo valore sostenibile a lungo termine per i nostri azionisti”.

Guardando alle prospettive per l’anno in corso Ubs avverte: “L’assenza di progressi nel ridurre le tensioni geopolitiche, il crescente protezionismo e le controversie commerciali, unitamente a un incremento della volatilità, che ha influenzato il sentiment e la fiducia degli investitori nel secondo semestre dell’anno e in particolare nel quarto trimestre del 2018, potrebbero pesare sul comportamento dei clienti anche nel primo trimestre del 2019”.