Ubs: perdita da operazioni non autorizzate di un trader sale a 2,3 mld $, Gruebel non lascia

Inviato da Titta Ferraro il Lun, 19/09/2011 - 08:55
Sale di 300 milioni di dollari l'entità della perdita subita da Ubs in seguito a transazioni di negoziazione non autorizzate a carattere speculativo da parte di un trader. Ubs ha comunicato che la perdita risulta di 2,3 miliardi di dollari rispetto ai 2 miliardi indicati il 15 settembre. Le operazioni non autorizzate sono concernenti vari futures su indici azionari (S&P 500, DAX e EuroStoxx) fatte nel corso degli ultimi tre mesi. "L'effettiva portata dell'esposizione al rischio - rimarca la nuova nota di Ubs - risultava distorta poiché le posizioni erano compensate nei nostri sistemi da fittizie posizioni cash ETF con liquidazione a termine, che sarebbero state eseguite dal trader. Queste operazioni fittizie nascondevano che le transazioni su futures su indici superavano i limiti di rischio di UBS".
 
Le operazioni non autorizzate effettuate all'interno dell'Investment Bank sono state opera di un trader operante dell'attività Global Synthetic Equity della banca a Londra. Il trader in questione è stato accusato dalle autorità britanniche di frode per "abuso di fiducia". Secondo il Sunday Times il trader londinese Kweku Adoboli, arrestato giovedì scorso, avrebbe effettuato operazioni per 10 miliardi di dollari.

L'istituto elvetico ieri pomeriggio ha reso noto inoltre che adesso ha coperto il rischio risultante dalle transazioni di negoziazione non autorizzate e l'attività su azioni è tornata ad operare nella normalità secondo i limiti di rischio precedentemente definiti. Il Consiglio di amministrazione di UBS ha creato un comitato speciale che condurrà un'inchiesta indipendente riguardo alle attività di negoziazione non autorizzate e al loro legame con i controlli vigenti. Il Comitato, che sarà presieduto da David Sidwell, membro del consiglio senior indipendente, sarà subordinato al Consiglio d'amministrazione. Gli altri membri del comitato sono Ann Godbehere e Joseph Yam.

Gruebel non lascia, nel toto-successione spicca il nome di Ermotti
Il ceo di Ubs, Oswald Gruebel, ha escluso l'ipotesi di dimissioni. "Se qualcuno si comporta in modo criminale - ha dichiarato Gruebel in un'intervista al quotidiano Der Sonntag - non si può fare niente. Sono profondamente dispiaciuto, ma non mi sento assolutamente colpevole". Dopo lo scandalo di settimana scorsa sono cresciute le quotazioni di Sergio Ermotti per la successione a Gruebel alla guida di Ubs. Ermotti è entrato quest'anno in Ubs diventando presidente e ceo dell'area Europa, Medio Oriente e Africa (Emea). Lo scandalo che ha coinvolto l'Investment Bank della banca elvetica, rimarca oggi il Wall Street Journal riportando fonti interne alla banca, ha reso impervia la corsa alla successione da parte di Carsten Kengeter, numero uno proprio dell'Investment Bank, che prima dello scandalo era tra i favoriti insieme a Ermotti.
 
L'agenzia Standard & Poor's hanno posto il rating di Ubs in creditwatch con implicazioni negative proprio  all'indomani dell'annuncio della perdita provocata da un trader su posizioni non autorizzate. Il rating di lungo termine di S&P su Ubs è A+. L'agenzia di rating ha chiarito che eventuali ulteriori azioni sul rating saranno prese dopo che emergeranno ulteriori dettagli sull'entità della perdita.
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