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Ubs, nel 2006 bene i settori meno ciclici e le blue chip

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Secondo gli esperti di Ubs, il 2005 è stato un anno eccellente per i titoli azionari in molte regioni del mondo. Tranne che negli Stati Uniti. Infatti, mentre le azioni del Vecchio Continente hanno conseguito elevati rendimenti a due cifre, gli investtiori sono rimasti delusi dalla debole performance annua dei titoli a stelle e strisce. Gli analisti spiegano che già lo scorso anno si è osservato come gli investitori siano sempre più alla ricerca di titoli e settori in grado di offrire utili stabili malgrado un contesto macroeconomico più sfavorevole. Visto che con tutta probabilità tale tendenza si intensificherà ulteriormente nel 2006, da Ubs si aspettano che settori fortemente ciclici come i beni industriali e i materiali dovranno affrontare condizioni più ostiche rispetto ai settori meno esposti alla congiuntura economica, come ad esempio sanità e beni di consumo di base. “Continuiamo a ritenere”, affermano gli esperti della banca d’affari, “che il settore finanziario offra buone opportunità in termini di valore, un dato che dovrebbe essere sufficiente a compensare i crescenti rischi di natura ciclica e sui tassi di interesse”. Inoltre, il principale catalizzatore per il settore energetico continuerà a essere il greggio, che per Ubs non dovrebbe subire ribassi improvvisi. “I corsi azionari”, ritengono in sintesi gli analisti della casa d’affari, “dovrebbero quindi trarre sostegno da un simile contesto, anche se i problemi strutturali stanno diventando sempre più evidenti”. Infine, sulla disputa blue chip – small cap, Ubs si schiera a favore delle prime. “Prevediamo che la categoria delle azioni con un’elevata capitalizzazione di mercato sovraperformerà le small cap”, concludono.