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Ubs annuncia nuove svalutazioni per 10 mld e vede un 2007 in rosso

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Ubs ha rivisto le proprie aspettative relative al quarto trimestre 2007 passando da un utile globale di gruppo, come anticipato nell’annuncio del 30 ottobre scorso, a delle perdite. “Ora è possibile – si legge in una nota – che su base annua Ubs registri una perdita netta di competenza degli azionisti per l’intero esercizio 2007”. Ubs ha rivisto le ipotesi e i dati utilizzati per valutare lo sviluppo dei titoli collegati al comparto statunitense dei mutui subprime “in risposta – continua il comunicato – al continuo deterioramento del mercato statunitense, in parte causato dalle crescenti insolvenze dei proprietari di alloggi, ma alimentato soprattutto dal peggioramento delle aspettative di mercato riguardo agli sviluppi futuri. Tale revisione comporterà ulteriori svalutazioni pari a circa 10 miliardi di dollari, soprattutto nelle posizioni in Cdo e “super senior”1”.
Alla luce del continuo deterioramento del mercato subprime, le valutazioni delle rimanenti posizioni di Ubs nel settore riflettono le proiezioni di perdite estreme dovute ai prezzi raggiunti nel numero limitato di transazioni recentemente osservato sul mercato dei titoli e degli indici legati ai mutui subprime fino alla fine di novembre.


Ubs rafforzerà pertanto la sua base di capitale tramite l’emissione di nuovo capitale per mezzo di transazioni con investitori strategici, la vendita di azioni proprie e la sostituzione del dividendo in contanti del 2007 con un dividendo in azioni. Dopo essere state completate e approvate, queste tre operazioni rafforzeranno complessivamente i fondi propri di base regolamentari di Ubs di circa 19,4 miliardi di franchi. Alla loro conclusione e tenendo conto delle perdite del quarto trimestre, la quota di fondi propri di base (BRI Tier 1) aumenterà a oltre il 12% dal 10,6% al 30 settembre 2007.

Nel dettaglio Ubs ha siglato accordi con due investitori strategici – GIC e un altro investitore – per la sottoscrizione di un’emissione di 13 miliardi di franchi di titoli a conversione obbligatoria, con riserva dell’approvazione degli azionisti Ubs in occasione dell’assemblea generale straordinaria che avrà luogo a metà febbraio 2008. GIC si è impegnata a sottoscrivere 11 miliardi e l’altro investitore 2 miliardi. Le notes pagheranno una cedola del 9% fino alla conversione in azioni ordinarie, che dovrà avvenire entro circa due anni dalla data di emissione. GIC è una società di gestione degli investimenti fondata nel 1981 per amministrare le riserve in valuta estera di Singapore.


Il cda di Ubs ha inoltre approvato la rivendita di 36,4 milioni di azioni proprie che in precedenza erano destinate ad essere annullate.


Il cda ha inoltre proposto di sostituire i dividendi in contanti del 2007 con dividendi in azioni, ovvero un’assegnazione gratuita di nuove azioni. Questa operazione aumenterà i fondi propri di base di 4,4 miliardi di franchi.

 

Commentando tali annunci, Marcel Ospel, presidente di Ubs, ha dichiarato: «Le perdite subite sul mercato dei titoli ipotecari statunitensi sono sostanziali, ma potevano essere assorbite dalla nostra capacità relativa a base di capitale e utili. È tuttavia importante mantenere una solida base di capitale al fine di sostenere la continua crescita della nostra attività di gestione patrimoniale, che rappresenta la fonte di valore principale per gli azionisti di Ubs. Siamo lieti di accogliere questi nuovi investitori strategici a lungo termine di Ubs. Singapore rappresenta già un centro importante per la gestione patrimoniale in generale, e per Ubs in particolare, e ci attendiamo una fruttuosa partnership negli anni a venire”.

 

Marcel Rohner, ceo di Ubs, ha invece dichiarato: «Le condizioni nei mercati ipotecari e immobiliari statunitensi hanno continuato a deteriorarsi, abbiamo quindi adeguato le nostre ipotesi di perdite ai livelli impliciti dell’attuale mercato dei titoli ipotecari in difficoltà. Negli ultimi mesi, le continue speculazioni riguardanti il valore finale delle nostre posizioni sul mercato dei mutui subprime – tuttora difficile da quantificare – sono state un fattore di disturbo. Siamo convinti che queste svalutazioni porteranno chiarezza eliminando le speculazioni”.