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Ubi Banca: torna in utile nel primo trimestre, atteso lieve miglioramento margine d’interesse

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Ubi Banca festeggia in Borsa i conti. Il titolo sul Ftse Mib apre la seduta in rialzo dell’1,84% a 3,43 euro. L’istituto di credito  ha archiviato il primo trimestre del 2013 con un risultato netto pari a 26,5 milioni di euro in calo rispetto ai 105,4 milioni registrati nell’analogo periodo nel 2012, ma in deciso miglioramento rispetto alla perdita di 140 milioni del quarto trimestre 2012. Il dato è superiore alle attese degli analisti di Bloomberg che stimavano un utile netto a 25 milioni di euro.

Nel periodo in esame il margine di interesse è sceso del 15,4% a 417,2 milioni, legata alla contrazione dell’Euribor e alla significativa riduzione dei crediti alla clientela (-5%), ma sostanzialmente invariato rispetto ai 417,5 milioni degli ultimi tre mesi dell’esercizio precedente. Le commissioni nette sono aumentate dell’1,8% a 304,8 milioni su base annua e del 4,8% su base trimestrale e i proventi operativi si sono attestati a 799,8 milioni, rispetto ai 933,8 milioni di dodici mesi fa e agli 890,8 milioni del quarto trimestre 2012.

Nel periodo gennaio-marzo 2013 il gruppo bancario ha visto le rettifiche di valore nette per deterioramento crediti salire a 157,7 milioni contro i 131,2 milioni del primo trimestre 2012. L’incremento, spiega la banca, è dovuto soprattutto alle svalutazioni specifiche sui crediti deteriorati, passate a 230 milioni di euro rispetto ai 215 milioni di euro del primo trimestre 2012, ma si conferma elevato il livello di riprese di valore, pari a 75 milioni (93 milioni un anno fa). Le rettifiche di valore nette su crediti si presentano in decisa flessione rispetto ai 352,5 milioni dell’ultimo periodo del 2012, riflettendo anche la stagionalità tipica dei due periodi. Le sofferenze nette hanno registrato una leggera crescita a 3 miliardi dai 2,95 del 31 dicembre 2012, con un’incidenza sul totale crediti netti del 3,30%.

Al 31 marzo 2013, la raccolta diretta totale è ammontata a 98,7 miliardi di euro rispetto a 98,8 miliardi di dicembre 2012 e ai 99,4 miliardi del marzo 2012. Il Core Tier 1 a fine marzo si è attestato al 10,5% dal 10,29% di fine 2012, il Tier 1 all’11,02% (da 10,79%) e il Total capital ratio al 16,39% (da 16,01%). Al 31 marzo 2013 l’esposizione di Ubi Banca verso la Bce rimane invariata e consiste in 12 miliardi di euro nominali, derivante dalla partecipazione del gruppo alle aste Ltro a tre anni promosse dalla Bce a dicembre 2011 e febbraio 2012.

Per Ubi Banca il basso livello dei tassi di mercato continuerà a condizionare il margine d’interesse del 2013. Un’attenuazione della pressione potrebbe derivare dalla riduzione del rischio paese con effetti positivi sul costo della raccolta istituzionale e retail, oltre che in relazione al riprezzamento del roll-over degli impieghi a medio lungo termine. Alle attuali condizioni di mercato è atteso un lieve miglioramento del margine d’interesse nel corso dei prossimi trimestri. Un eventuale ulteriore miglioramento potrebbe derivare da un ritorno alla crescita degli impieghi, più che sostenibile date la solidità patrimoniale e la buona posizione di liquidità del gruppo. La prosecuzione dell’attenuazione del rischio sovrano potrebbe consentire di ottenere risultati dell’area finanza positivi anche nella restante parte dell’esercizio.