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UBI Banca: stock crediti deteriorati preoccupa Fitch, completato progetto banca unica

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Il nodo crediti deteriorati rischia di continuare a pesare su Ubi Banca. Ieri sera è arrivato l’avvertimento di Fitch che ha abbassato di un gradino il rating a lungo termine sull’istituto bergamasco sottolineando proprio il peso dello stock dei crediti deteriorati sul patrimonio, giudicato elevato in ottica prospettica, dal momento che a parere dell’agenzia di rating gli obiettivi di riduzione indicati nel Piano industriale 2019/2020 non sembrerebbero sufficientemente ambiziosi. Fitch Ratings ha ridotto di un notch il rating a lungo termine (Long-term Issuer Default Rating) su Ubi Banca da “BBB” a “BBB-“, e il Viability Rating, da “bbb” a “bbb-“. L’outlook è rimasto Negativo, quale riflesso del debole contesto economico italiano.

Ubi a fine 2016 annoverava 12,5 miliardi di crediti deteriorati, cifra che intende ridurre di 1,5 miliardi entro il 2020. Secondo Fitch tale obiettivo non basta se l’istituto intende rafforzare la qualità del proprio portafoglio per essere più in linea con i valori medi degli altri Paesi europei.

Ultimato il progetto banca unica 
Intanto ieri Ubi Banca, in anticipo di 4 mesi sui tempi, ha completato il progetto banca unica. L’istituto bergamasco ha incorporato altre 5 banche rete (Popolare di Bergamo, Banco di Brescia, Banca di Valle Camonica, Popolare di Ancona e Banca Carime). Le migrazioni hanno riguardato un totale di circa 1.150 filiali e punti operativi, 8.300.000 anagrafiche di clientela, 2.450.000 conti correnti, 1.470.000 depositi titoli e hanno coinvolto circa 6.000 dipendenti nella fase preparatoria e post migrazione. La fusione e la migrazione delle 5 banche rete segue l’avvenuta integrazione a novembre 2016 di BPCI e BRE.