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Ubi Banca, lo scenario grafico rimane rischioso

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L’amministratore delegato di Ubi Banca, Victor Massiah, dichiara in un’intervista al Corriere della Sera che il gruppo ha le risorse necessarie per far fronte alle richieste della European banking authority (Eba) e il titolo sale di oltre due punti percentuali a Piazza Affari. Trainato anche, come tutto il listino, dalle voci su possibili dimissioni del premier Silvio Berlusconi. Nonostante tutto, però, lo scenario grafico di Ubi Banca rimane problematico dopo la rottura al ribasso, lo scorso 26 ottobre, della trendline rialzista che ne aveva sostenuto i corsi dai minimi del 13 settembre. Una rottura al seguito della quale Ubi Banca ha accelerato al ribasso toccando i supporti intermedi a 2,51 euro, ultimo baluardo prima di un ritorno sui minimi di metà settembre, in area 2,192 euro. La tenuta di quota 2,51 è fondamentale per evitare il realizzarsi di tale scenario che porterebbe, con molta probabilità, a rinnovare i minimi con un target proiettabile a 1,80 euro. Prudenza è consigliata anche dall’andamento incerto delle medie mobili a 14 e 55 giorni, con la prima che sembra tuttavia aver imboccato con maggiore decisione la strada del ribasso. E’ la stessa media mobile a 14 giorni (2,786 euro), tra l’altro, a fare da primo ostacolo a eventuali tentativi di recupero dell’azione. Solo il recupero di quota 2,88 euro tuttavia, riuscirà a riportare lo scenario in una fase di neutralità. Operativamente, possibile l’ingresso al ribasso su mancati superamenti di quota 2,88. In tal caso posizionarsi in vendita a 2,72 euro con target 2,51, 2,20 e 1,77 euro e stop loss a 2,87 euro.