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Ubi Banca: presentata l’offerta per le tre good banks, verso un aumento da 400mln

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Ubi Banca ha approvato la sua offerta dal prezzo simbolico di 1 euro per acquistare le tre good banks, vale a dire la nuova Banca delle Marche, la nuova Banca dell’Etruria e del Lazio e la Nuova Cassa di Risparmio di Chieti. L’operazione prevede prima di essere chiusa una ricapitalizzazione delle tre good banks da 450 milioni di euro e una cessione di crediti lordi deteriorati per circa 2,2 miliardi (1,7 miliardi di sofferenze lorde e circa 0,5 di inadempienze probabili lorde). Dovrà poi essere verificata la tenuta dei parametri rilevanti e in caso di scostamenti peggiorativi, Ubi Banca avrà la facoltà di recedere dal contratto d’acquisto.

Da parte sua, la banca guidata da Victor Massiah dovrà approvare ed eseguire un aumento di capitale da 400 milioni, destinato a coprire il fabbisogno, da compiersi attraverso l’offerta in opzione agli azionisti. A questo riguardo, Credit Suisse e Morgan Stanley, che agiranno in qualità di Joint Global Coordinators e Joint Bookrunner, si sono già impegnati a stipulare un contratto di garanzia per la sottoscrizione delle azioni di nuova emissione eventualmente rimaste inoptate. Post aumento, il CET1 2017 di Ubi Banca previsto resterà stabile all’11% e dovrebbe aumentare a fine 2020 a 13,5% (contro il 12,8% previsto).

“I termini dell’operazione, rispetto alle indiscrezioni dei giorni scorsi, sono leggermente più sfavorevoli  perché nell’immediato Ubi non può riconoscere il badwill (circa 400mn) derivante dall’acquisizione”, hanno commentato gli analisti di Equita, secondo cui l’operazione è sostanzialmente neutrale per la banca, mentre includendo i target della società in termini di utile netto (100mn) l’operazione risulterebbe ampiamente accreativa con un impatto positivo di 20% sulla valutazione. “Restiamo scettici sul deal dal punto di vista strategico: l’acquisizione potrebbe presentare rischi legati alla non complementarietà delle reti e all’impatto  reputazionale sui franchise post risoluzione – concludono dalla sim milanese – Ubi Banca si precluderebbe inoltre altre opzioni strategiche a più basso rischio (ad esempio acquisizione di altre ex popolari)”.

L’offerta avrà durata fino al 18 gennaio e, se accettata dal Fondo Nazionale di Risoluzione, dovrebbe perfezionarsi nei primi sei mesi dell’anno. Servirà però anche l’autorizzazione da parte della Banca centrale europea, dell’Antitrust e della Commissione europea. Intanto il mercato apprezza: dopo un avvio sprint e una sospensione al rialzo, il titolo Ubi Banca mostra a Piazza Affari un progresso di 10 punti percentuali, posizionandosi in testa al listino milanese.