Ubi Banca: nuovo piano spinge redditività ai livelli pre-crisi, spazio per politica dividendi aggressiva

Inviato da Titta Ferraro il Lun, 16/05/2011 - 16:05
Quotazione: UBI BANCA
L'aumento di capitale da un miliardo di euro, che con ogni probabilità verrà portato a termine entro giugno, agirà da piedistallo per il nuovo paino industriale di Ubi Banca che mira a riportare la redditività del gruppo ai livelli pre-crisi. Il gruppo bancario bergamasco ha tolto i veli oggi dal nuovo business plan che si spinge fino al 2015 e prevede a fine periodo il superamento della soglia di 1 miliardo di utili con la distribuzione nel corso dei prossimi 5 anni di almeno 1 mld di dividendi cumulati, stima abbastanza conservativa come confermato dal consigliere delegato di Ubi Banca.
A fine piano l'utile netto è visto a 1,1 miliardi di euro, con una crescita media annua nell'ordine del 60%. Forte aumento della profittabilità che porterà i profitti di Ubi sopra i picchi pre-crisi raggiunti nel 2007 (900 mln). Ubi si attende un costante incremento della redditività, con proventi operativi in crescita da 3,5 miliardi di euro nel 2010 a 4,2 miliardi nel 2013 e a circa 5 miliardi nel 2015.
Giugno con ogni probabilità sarà il mese giusto per la ricapitalizzazione di Ubi Banca. A margine della presentazione del nuovo piano industriale del gruppo bergamasco, il presidente del Consiglio di gestione, Emilio Zanetti, ha dichiarato che le attese sono di una conclusione dell'aumento di capitale entro la fine di giugno.  Oggi il Consiglio di Gestione, dopo autorizzazione del Consiglio di Sorveglianza, ha deliberato di dare attuazione alla delega attribuitagli dall'Assemblea del 30 aprile 2011 ad aumentare in via scindibile ed a pagamento il capitale sociale per un importo massimo, comprensivo di sovrapprezzo, di 1 miliardo di euro volto a rafforzare i ratios patrimoniali del gruppo. "Gli azionisti, le Fondazioni così come la folta platea di piccoli azionisti, hanno sempre risposto presente e riteniamo che anche questa volta non si tireranno indietro", ha aggiunto Zanetti. Sull'argomento è intervenuto anche Victor Massiah, consigliere delegato di UBI Banca, rimarcando come comunque l'aumento risulta interamente garantito da Mediobanca.

Le linee guida del nuovo piano industriale prevedono da un lato l'ottimizzazione della struttura patrimoniale con Core Tier 1 all'8,9% a fine piano (8,2% nel 2013) senza considerare il possibile apporto del prestito convertendo (la sua conversione impatterebbe positivamente di 64 punti base sul Core Tier 1). A questo si aggiunge la ricerca del mantenimento dell'attuale livello dei costi, il consolidamento del basso profilo di rischio e il rafforzamento della politica dei dividendi. Su questo punto Victor Massiah, non ha fatto mistero che la stima di dividendi cumulati superiori a 1 miliardo nell'arco del piano, sia molto conservativa considerando le assunzioni di utile presenti nel piano (600 mln nel 2013 e 1,1 mld nel 2015) e il pay out previsto costantemente oltre il 50%. "Ritengo importante avere un certo livello di prudenza, ma c'è spazio per un monte dividendi superiore nell'arco del piano", ha dichiarato Massiah aggiungendo che la progressione degli utili è attesa abbastanza costante nell'arco del quinquennio.

Il piano di Ubi si basa su assunzioni relative allo scenario macroeconomico in linea con quelle di consensus con tassi Bce al 2,5% nel 2013 e al 3,25% nel 2015. Uno scenario dei tassi più favorevole di 50 punti base, significherebbe per il gruppo un effetto positivo di 100 milioni sui proventi operativi al 2013 e di +125 mln su quelli 2015. Il target a fine piano è di proventi operativi a 5 mld (+7,4% di crescita media annua. Mentre la politica di contenimento dei costi dovrebbe permettere agli oneri operativi di salire solo dello 0,45 annuo. Il cost/income (esclusi gli effetti della PPA) è visto scendere da 58,8% nel 2013 a 49,7% nel 2015.
Il nuovo piano prevede, per quanto concerne la gestione degli sportelli, una sostanziale stabilità della rete di Filiali con l'apertura di 50 sportelli nel periodo 2012-2015 e interventi di razionalizzazione di 60 sportelli (40 chiusure e 20 riqualificazioni). E' inoltre prevista la realizzazione di 170 interventi di "valorizzazione" per aumentare le potenzialità di alcune Filiali selezionate.
Oggi la reazione del mercato al nuovo piano e ai conti trimestrali di Ubi è stata molto fredda con titolo sospeso al ribasso dopo i primi scambi e che alle 16.00 viaggia in calo del 2,6% a 5,61 euro.
Il primo trimestre 2011 si è chiuso con un utile di 64,6 milioni di euro, in crescita del 69,5%  rispetto ai 38,1 conseguiti nello stesso periodo del 2010. Il risultato netto si colloca lievemente sotto i 67 mln di euro del consensus Bloomberg. I ricavi totali risultano di 876 mln dagli 869 mln dell'analogo trimestre 2010.  Intermonte vedeva i ricavi a un livello il 3,2% superiore. Anche le stime di Equita erano di ricavi superiori a 891 mln. Per quanto concerne gli aggregati patrimoniali, al 31 marzo le sofferenze nette, pari a 2,1 miliardi di euro evidenziano una crescita del 6,8% nel trimestre rispetto all'incremento del 9,7% registrato nell'ultimo trimestre 2010. La copertura delle sofferenze risulta del 78,8% rispetto all'80,1% di fine 2010. Indici patrimoniali sostanzialmente in linea con quelli di fine 2010: Core Tier 1 al 6,94%, Tier 1 al 7,45% e Total capital ratio all'11,12%. Per l'intero 2011 Ubi Banca si attende un miglioramento della redditività dell'attività ordinaria rispetto all'esercizio 2010.
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