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Ubi Banca in rosso sul Ftse Mib penalizzata dalla trimestrale

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Giornata di trimestrali per due big del mondo bancario italiano. Prima dell’avvio delle contrattazioni a Piazza Affari sono arrivati i risultati finanziari di Ubi Banca e nel corso della giornata sono attesi quelli di Unicredit che presenterà anche il piano strategico. 

Ubi Banca, utile trimestrale delude le attese  
Ubi Banca, che in questo momento cede oltre il 3%, posizionandosi sul fondo del Ftse Mib, ha annunciato di avere archiviato il terzo trimestre del 2015 con un utile netto pari a 37,6 milioni di euro rispetto ai 48,5 milioni del secondo 2015 e ai 43,6 milioni del penultimo trimestre del 2014. Un dato in calo e inferiore al consenso Bloomberg che indicava utili pari a 46,4 milioni di euro. 
Nel penultimo trimestre dell’anno i proventi operativi dell’istituto di credito guidato da Victor Massiah sono scivolati a 758,2 milioni contro gli 821,7 di un anno prima, “principalmente a seguito della flessione del margine d’interesse, che è sceso a 398,7 milioni di euro a seguito del minor contributo del portafoglio titoli, ma anche in relazione alla pressione competitiva su volumi e pricing degli impieghi”, si legge in una nota. Le commissioni nette sono in lieve rialzo dello 0,7% a 300,5 milioni.
Le rettifiche di valore nette per deterioramento crediti hanno segnato un rallentamento marcato nel terzo trimestre dell’esercizio, attestandosi a 168,5 milioni, riflettendo migliorate condizioni economiche e la progressiva ulteriore contrazione del flusso di nuovi crediti deteriorati da crediti performing.
Quanto agli indici patrimoniali il CET 1 ratio “phased in” al 30 settembre 2015 pari al 13% rispetto al 12,94% di giugno 2015 e un CET1 stimato a regime pari al 12,56% rispetto al 12,33% della fine del primo semestre.
“Complessivamente la dinamica dei proventi operativi è prevista superiore a quella del terzo trimestre seppure con una diversa contribuzione delle singole componenti”, afferma la societànel capitolo dedicato alla “Prevedibile evoluzione della gestione“. E aggiunge: “l’evoluzione positiva del contesto macroeconomico, confermata dall’evoluzione dei principali indici anticipatori, dovrebbe consentire di contenere il costo del credito del corrente esercizio ad un livello inferiore a quello del 2014”.
Quanto ai primi nove mesi del 2015, Ubi Banca ha registrato un utile netto di 162 milioni, in crescita dell’8,1% rispetto ai 149,8 milioni dei primi 9 mesi del 2014 nonostante l’inclusione a partire dal 2015 dei nuovi contributi obbligatori al Single Resolution Fund e al Deposit Guarantee Scheme (che hanno pesato per complessivi 20,9 milioni netti sull’utile del periodo). Prosegue inoltre il buon andamento delle commissioni nette (+6,8% a/a) trainate dai prodotti d’investimento, e si consolida il miglioramento della qualità del credito, con minori esigenze di rettifica (-10,9%). 
Il consiglio di Gestione di Ubi Banca, preso atto della richiesta delle Fondazioni, ha inoltre deliberato di avviare gli approfondimenti necessari per valutare la fattibilità di un’eventuale acquisizione da parte di Ubi delle quote detenute da Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo in BRE (24,9% del capitale) e Fondazione Banca del Monte di Lombardia in BPCI (16,24% del capitale). 
Trasformazione in Spa e diritto di recesso
Il gruppo ha fatto sapere che il diritto di recesso, esercitabile fino al 27 ottobre scorso da coloro che non hanno concorso all’approvazione della deliberazione di trasformazione in Spa di Ubi Banca, è stato esercitato da 1.103 azionisti per un totale di 35.409.477 azioni corrispondenti a circa 258 milioni di euro, al valore di liquidazione di 7,288 euro per azione.