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Ubi Banca in perdita per 830 milioni nel 2016, ma dividendo è salvo

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La contabilizzazione degli oneri legati all’attuazione del piano industriale pesa sui conti di Ubi Banca che chiude il 2016 in perdita per 830,2 milioni di euro rispetto all’utile netto di 116,8 mln del 2015. L’impatto negativo degli oneri previsti per l’attuazione del Piano Industriale lanciato a giugno 2016 è stato di circa 850 milioni netti, a cui vanno aggiunti i contributi straordinari al Fondo di Risoluzione (50,4 milioni netti) e la svalutazione del Fondo Atlante (52,9 milioni netti).
L’istituto bergamasco, al netto degli impatti del Piano Industriale e delle poste straordinarie, avrebbe chiuso il 2016 con un utile normalizzato di 111,6 milioni (189 mln nel 2015). I proventi operativi pari a 3.119,5 milioni risultano in calo rispetto ai circa 3.371 del 2015, segnati dal minor contributo del margine d’interesse e della finanza. Il margine d’interesse, pari a circa 1.498 milioni, ha mostrato una flessione rispetto ai 1.631 milioni del 2015, attribuibile sia alla riduzione del contributo del portafoglio titoli di proprietà (-62 milioni netto dell’interbancario), sia alla contrazione del risultato dell’intermediazione con la clientela (-72 milioni).

Il cda ha proposto per l’esercizio 2016 la distribuzione di un dividendo cash di 11 centesimi per azione. Il dividendo, se deliberato dall’assemblea nella misura proposta, sarà messo in pagamento con data di stacco 22 maggio e data di pagamento il 24 maggio 2017.

Massiah: sulle tre Good bank fretta per intervenire su gestione
Capitolo good bank. “Sono abbastanza ottimista sul fatto di arrivare alla primavera con un lavoro già molto avanzato”, ha rimarcato Victor Massiah, Consigliere Delegato di UBI Banca, sulle tre good bank (Nuova Banca delle Marche, Banca Etruria e Carichieti) sulle quali lo scorso mese è arrivato l’atteso accordo per l’acquisizione. “E’ evidente che noi abbiamo fretta perché le tre banche stesse ci chiedono di intervenire sulla gestione il più velocemente possibile – sottolinea Massiah – . C’è una gran voglia, che queste banche comunicano, di riscatto; c’è voglia di far vedere le loro capacità, di tornare sul mercato in maniera normale. Una voglia che noi non possiamo che condividere e in qualche modo accompagnare. Quindi credo che sia dal lato del Fondo di Risoluzione che dal lato nostro ci sia un enorme sforzo in corso per rendere più corto possibile questo periodo”.

Banca Unica avanti tutta
Ubi Banca accelera inoltre sull’esecuzione del progetto Banca Unica. “L’ultimo trimestre del 2016 è stato senza dubbio estremamente vivace – sottolinea Victor Massiah – . Abbiamo portato a termine la prima fase del progetto Banca Unica. La Popolare Commercio e Industria e la Banca Regionale Europea sono state incorporate nel mese di novembre e, devo dire, con un numero di “incidenti” ridottissimo, e un numero di reclami che si conta letteralmente sulle dita di una mano. Questo ci ha incoraggiato ad accelerare il processo sulle altre banche, per cui, invece di agire con due ulteriori ondate, agiremo con un’unica ondata definitiva il 20 febbraio”.