Ubi Banca: Guardia di Finanza negli uffici dei vertici. Bazoli e Pesenti tra gli indagati

Inviato da Flavia Scarano il Mer, 14/05/2014 - 11:55
Quotazione: UBI BANCA

Il Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza sta effettuando una serie di perquisizioni all'interno degli uffici a Bergamo di alcuni manager di Ubi Banca. E' quanto risulta alle principali agenzie di stampa, secondo cui le perquisizioni sono state disposte dalla Procura di Bergamo e rientrerebbero in un'inchiesta per ostacolo alle funzioni di vigilanza, truffa e altri reati. Gli indagati sarebbero una decina. In particolare, le Fiamme Gialle starebbero perquisendo gli uffici del presidente del comitato di gestione di Ubi Banca, Franco Polotti, del presidente del comitato di sorveglianza, Andrea Moltrasio, oltre a quelli del vicepresidente del comitato di sorveglianza, Mario Cera, e dei consiglieri Victor Massiah e Italo Lucchini. Le perquisizioni riguardano anche Ubi-Leasing, controllata di Ubi-Banca, ed ex dirigenti della società. Polotti, Moltrasio, Cera e Massiah sarebbero indagati per ostacolo alle funzioni di vigilanza.

Bazoli e Pesenti tra gli indagati
Nell'ambito dell'inchiesta portata avanti dalla Procura di Bergamo sui vertici di Ubi-Banca e Ubi-Leasing risultano indagati anche il presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli, e il presidente di Italcementi, Giampiero Pesenti, i cui uffici sono oggetto delle perquisizioni odierne della Guardia di Finanza. La perquisizione a carico di Bazoli, che sarebbe indagato per ostacolo alle funzioni di vigilanza, riguarderebbe la sua responsabilità di presidente di un gruppo di azionisti di Ubi-Banca, denominato Associazione Banca Lombarda e Piemontese. Pesenti sarebbe invece indagato per truffa e riciclaggio.

Perquisizioni delle Fiamme Gialle sono in corso anche negli uffici di Giampiero Bertoli, ex amministratore delegato di Ubi-Leasing, Alessandro Maggi, ex direttore generale, e Guido Cominotti, ex responsabile del servizio Recupero e Vendita Beni di Ubi-Leasing. Nei loro confronti sono ipotizzati dalla magistratura di Bergamo i reati di truffa aggravata e riciclaggio.

Il reato di ostacolo all'attività di vigilanza, secondo quanto scrivono le agenzie, si riferisce a presunte, gravi anomalie nella modalità di comunicazione riguardo alle indicazioni dei vertici di Ubi-Banca, nata dalla fusione di Banca Popolare di Bergamo e altre Banche Popolari. In particolare, due gruppi di azionisti di Ubi-Banca (l'Associazione Amici di Ubi e l'Associazione Banca Lombarda e Piemontese, quest'ultima presieduta da Bazoli) avrebbero messo in campo, senza che le autorità di vigilanza ne avessero compiuta conoscenza, un sistema di regole tale da predeterminare i vertici di Ubi-Banca.

Per quanto riguarda i reati di truffa e riciclaggio contestati agli ex dirigenti di Ubi-Leasing (filone nel quale è chiamato in causa anche Giampiero Pesenti) la magistratura ipotizza gravi irregolarità nella compravendita di beni di lusso, tra i quali imbarcazioni e aeromobili. Tali benim sempre secondo le ipotesi dell'accusa, venivano ceduti in leasing a persone fisiche e società. Di fronte alle prime difficoltà di pagamento delle rate concordate, i beni venivano sottratti a coloro che avevano sottoscritto il contratto di leasing e subito ceduti, a un prezzo di gran lunga inferiore al valore reale, a persone vicine a Ubi-Leasing.

Dopo un avvio di seduta a Piazza Affari partito nei migliore dei modi, grazie ai conti trimestrali oltre le attese, il titolo Ubi Banca ha invertito decisamente la rotta in scia alle notizie delle perquisizioni. L'azione al momento sul Ftse Mib arretra del 2,8% a 6,2 euro.

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