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Uber vs Lyft, l’IPO vi avvicina per le due rivali dall’anima diversa

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La rivale di Uber scalda i motori in vista dello sbarco a Wall Street atteso per fine marzo. Poco conosciuta in Europa, ma principale competitor di Uber negli Stati Uniti e in Canada, Lyft è un’azienda californiana di trasporti, fondata nel 2012 da Logan Green e John Zimmer. Lyft opera come il colosso fondato da Travis Kalanick e Garrett Camp applicando un modello differente che mette in contatto driver e passeggero attraverso Facebook e con tariffe meno costose.

 

Quando su Google Map negli Stati Uniti si effettua la ricerca di una destinazione appare la pubblicità comparativa delle due società e Lyft è riuscita a farsi strada grazie alle sue tariffe molto competitive. Oggi l’azienda californiana opera soprattutto negli Stati Uniti dove è presente in 300 città e ogni giorno ha oltre un milione di corse con i suoi taxi via app. Lyft ha formalizzato la sua offerta pubblica iniziale (IPO) per potersi quotare in borsa nell’indice Nasdaq negli Stati Uniti con la sigla LYFT. Leggendo i documenti presentati alla Sec, si preannuncia una delle più importanti IPO dell’anno nella Borsa americana. Fra gli azionisti di Lyft ci sono Alphabet, la holding cui fa capo Google con oltre il 5%, la società di e-commerce giapponese Rakuten con il 12,2% del capitale di azioni ordinarie, General Motors con il 7,3%, il ventur capital Andreessen Horowitz (5,9%).

 

Lyft: valutazione stimata tra 20-25 miliardi

Guardando qualche numero, l’ex startup di San Francisco lo scorso anno ha riportato 2,16 miliardi di dollari di ricavi contro il miliardo di dollari registrato nel 2017. Ma al contempo Lyft ha anche registrato una perdita netta di 911 milioni di dollari su un fatturato di $ 2,2 miliardi per il 2018. Un po’ preoccupante il fatto che la crescita su base annua è scivolata nel 2018, passando dal 130% nel primo trimestre al 94% nel quarto trimestre. Secondo il prospetto dell’IPO presentato alla SEC inoltre, Lyft aveva 30,7 milioni di piloti e 1,9 milioni di conducenti nel 2018 accumulando 8,1 miliardi di dollari in prenotazioni totali, grazie a 178,4 milioni di corse nel quarto trimestre 2018.

 

La valutazione sarà superiore al miliardo di dollari. Come scrive Bloomberg, secondo le banche che curano la quotazione e lavorano con la società, le valutazioni presentate per la compagnia vanno da 18 a 30 miliardi di dollari e la settimana scorsa la forchetta si è ridotta a 20 miliardi- 25 miliardi. Lo scorso giugno, Lyft ha raccolto 600 milioni in un round di funding guidato da Fidelity Investments arrivando a 15,1 miliardi di dollari di valutazione. Nel prospetto presentato alla Sec per la quotazione, la società californiana ha previsto anche un bonus redistributivo per i suoi autisti, con la possibilità di acquistare azioni a prezzi di favore. Tutti i driver di Lyft che al 25 febbraio hanno effettuato almeno 10mila corse riceveranno un assegno di 1.000 dollari una tantum, 10mila dollari per quelli oltre le 20mila corse.

Il confronto con Uber

Lyft è molto più piccola di Uber e anche con una valutazione di 25 miliardi di dollari la sua quotazione sarà sminuita dalla società californiana che da start up lanciata nel 2009 si è trasformata in un colosso della mobilità alternativa globale, principale player del mercato. Uber, che è sostenuto dal fondo Visionbank di Softbank e dal fondo di venture capital Benchmark, e valutata più recentemente nel mese di agosto, quando Toyota ha investito $ 500 milioni nella società, a 76 miliardi di dollari. E, come aggiunge Bloomberg, nonostante abbia bruciato 2 miliardi di dollari nel 2018, le banche d’affari indicano una valutazione per Uber di oltre 120 miliardi di dollari.

A prescindere dall’umore del mercato il 2019 vede lo sbarco di grandi nomi come Uber e Lyft per quotarsi a Wall Street e anche un contesto avverso difficilmente cambierebbe le loro strategie. Di certo quella di Uber si candida ad essere una delle maggiori quotazioni dell’ultimo decennio con una valutazione e le “top five” in procinto di abbracciare Wall Street potrebbero complessivamente esprimere una valorizzazione vicina ai 200 miliardi di dollari. Se Uber farà la parte del leone, numeri decisamente interessanti anche per Palantir (41 mld $), Airbnb (31 mld $), Slack (7 mld $) e anche Lyft (15-20 miliardi $), antagonista di Uber che negli ultimi 10 anni ha raccolto finanziamenti per oltre 332 milioni di dollari tra cui Facebook e il colosso cinese Alibaba.