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Tutti in attesa della Fed, a Milano denaro su Autogrill e Mediaset

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Borse europee prudenti nel D-Day della Fed. A Londra il Ftse100 segna un calo di un quarto di punto percentuale mentre Dax e Cac40 salgono dello 0,3%. In particolare evidenza l’Ibex, in aumento dell’1,3% grazie alle performance di un comparto bancario spinto dal +6,3% del Banco de Sabadell (su cui Hsbc ha alzato la valutazione da “hold” a “buy”). Denaro anche su Bankia (+7,36%), su CaixaBank (+4,63%) e sul Banco Popular (+4,78%).

Nel corso della prima parte la Banca nazionale svizzera ha confermato il tasso di riferimento a -0,75% e il tasso Libor a -0,25%. Invariato anche il tasso lower bound a -1,25%. La Swiss national bank ha inoltre abbassato le previsioni di crescita per il 2016 in quota 1% sia quest’anno che il prossimo. Per quanto riguarda Eurolandia, la Bce nel suo bollettino mensile ha fatto sapere di attendersi un’inflazione bassa nel breve termine e in accelerazione per fine anno. Nel 2015 il tasso di inflazione è previsto allo 0,1%, nel 2016 all’1,1% e nel 2017 all’1,7%.

Per quanto riguarda il nostro Paese, a luglio la bilancia commerciale ha segnato un saldo positivo per 8,026 miliardi di euro, dai 2,806 miliardi del mese precedente, mentre le vendite al dettaglio britanniche ad agosto sono cresciute in linea con le stime (+0,2% m/m). Nella seconda parte appuntamento con i dati statunitensi su nuovi cantieri e permessi edili, con le nuove richieste di sussidio di disoccupazione e con l’indice manifatturiero di Philadelphia. In serata l’appuntamento è a Washington dove la Federal Reserve potrebbe alzare, per la prima volta in quasi 10 anni, il costo del denaro della prima economia.

A Milano il Ftse Mib quota in sostanziale parità a 22.040 punti. Sul listino principale spicca il +4,5% di Autogrill in scia dell’ottimismo dell’Ad Gianmario Tondato Da Ruos. Secondo il manager, il 2015 sarà l’anno migliore degli ultimi cinque. Acquisti anche su Mediaset (+1,36%) in scia degli ascolti record messi a segno da Premium nelle notti Champions League.

Dopo il premier Matteo Renzi e l’Ocse anche la Confindustria ha rivisto al rialzo le stime sul Pil italiano. Secondo il Centro studi di viale dell’Astronomia il Pil tricolore crescerà quest’anno dell’1% e dell’1,5% nel 2016, mentre le previsioni di giugno indicavano un progresso dello 0,8% per il 2015 e dell’1,4% per il prossimo anno.