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Tutti contro Trump: Cook e Zuckerberg dicono no a bando immigrati, Starbucks assumerà 10 mila rifugiati

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Rivolta delle big corporate usa contro il bando di Donald Trump all’immigrazione. Il provvedimento di Trump, bloccato parzialmente da un giudice federale, è rivolto ai viaggiatori provenienti da sette Paesi a maggioranza islamica. 

Black list di 7 paesi islamici 
La black list per quanti provengono da 7 paesi a maggioranza islamica (Iran, Iraq, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen) ha sollevato proteste sia sul fronte politico con La ferma presa di posizione di Angela Merkel, ma anche dei big del corporate statunitense.

Trump ha inoltre bloccato per 4 mesi il programma che prevede l’ingresso di rifugiati negli Stati Uniti.

Cook: Apple non esisterebbe senza l’immigrazione
Oltre alle proteste in piazza, arrivano le nette prese di posizione contro le misure contro l’immigrazione da parte dei leader delle maggiori imprese statunitensi. Il ceo di Apple, Tim Cook, non ha usato mezzi termini in una mail inviata ai dipendenti della Mela Morsicata: “Apple non esisterebbe senza l’immigrazione, per non parlare della crescita e il nostro modo di innovare”. “So che tanti di voi sono profondamente preoccupati per l’ordine esecutivo emesso ieri che limita l’immigrazione da molti paesi a maggioranza musulmana. Condivido le vostre preoccupazioni: non è una politica che sosteniamo”, le parole di Cook riportate da Recode.
Ferma anche la presa di posizione del numero uno di Facebook, Mark Zuckerberg, in un post pubblicato sul suo social network: “Se non ci fossero stati gli immigrati in Usa non ci sarebbe stata questa grande nazione con la sua forza economica, politica e sociale”.

Starbucks assumerà 10mila rifugiati
Anche dal quartier generale di Microsoft e Nike è stata bollata come errata la presa di posizione del presidente Trump contro l’immigrazione. Replica vigorosa quella di Starbucks: la catena di caffetterie ha annunciato che assumerà 10.000 rifugiati a livello globale nell’arco dei prossimi cinque anni in risposta al decreto anti-immigrazione.