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Turismo resiste a terrorismo e Brexit. Dove si viaggerà di più quest’anno?

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turismoIl turismo continua a registrare una forte crescita, nonostante le sfide del terrorismo, i disordini politici, gli sviluppi economici globali e la decisione della Brexit. Secondo la ricerca del World Travel & Tourism Council (Wttc), il settore è ancora destinato a crescere del 3,1% quest’anno, superando la crescita economica globale prevista al 2,3%. Tra le aree geografiche, l’Asia del Sud guiderà la crescita del turismo con un +5,9%, spinto dalle forti prospettive economiche in India, mentre l‘America Latina sarà il peggiore performer, con un calo previsto dello 0,9%, spinto dalla debolezza in Brasile, nonostante l’effetto positivo delle Olimpiadi.

Nel Vecchio continente: exploit della Gran Bretagna, più debole la Francia
Guardando il Vecchio continente, il turismo dovrebbe generare una più bassa spesa da parte dei viaggiatori, ma comunque segnare una crescita del 2,2 per cento quest’anno. Tra i singoli Paesi, in Francia, il contributo diretto del turismo al Pil è ancora in crescita, ma la previsione è stata ridotta all’1,1% dal dal 2,9% stimato a marzo, a causa dei recenti avvenimenti nel Paese, tra cui l’attentato di Nizza. Meglio invece la Gran Bretagna, dove il turismo dovrebbe dare un contributo sul Pil del 3,6% quest’anno, grazie alla maggiore spesa da parte dei visitatori internazionali agevolati dal calo delle atsrlina dopo la Brexit.

In Turchia, il crollo del turismo peserà sull’economia per oltre il 3%
In Turchia, il contributo diretto di viaggi e turismo sull’economia sarà negativo e peserà sul Pil per il 3,2% (da un precedente -0,2%), a causa della serie di attacchi terroristici, della disputa diplomatica con la Russia, del fallito colpo di stato, e della vicinanza al conflitto siriano. Infine, tra gli altri Paesi, a soffrire sarà anche il Brasile, dove il settore è ancora visto in contrazione, nonostante l’effetto positivo delle Olimpiadi. La crescita è stato declassata da -0,9% a -1,6%, a causa delle turbolenze politiche e della performance macroeconomica debole.