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Turchia, Lo strano golpe ha aumentato il rischio di downgrade del rating del credito e di riduzione del Pil

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Il golpe più veloce della storia, cominciato alle 22 di venerdì scorso per concludersi dopo circa cinque ore con la sorprendente apparizione di Recep Tayyip Erdogan tra i suoi sostenitori a Istanbul, ha forse rafforzato la leadership interna del presidente grazie alle purghe e agli arresti di queste ore, ma ha certamente compromesso i già tesi rapporti di Ankara con il mondo occidentale e peggiorato le già fosche e confuse previsioni degli strategist impegnati sul fronte turco. Una prima analisi dei fatti è firmata da Salman Ahmed, Chief Investment Strategist di Lombard Odier Investment Managers, ed è piuttosto preoccupante. “In base al nostro approccio orientato ai fondamentali, la Turchia è già identificata come Paese vulnerabile – spiega Ahmed  – Ankara ha infatti fondamentali deboli secondo diverse misure della qualità del credito: il che significa che assegniamo alla Turchia una ponderazione minore rispetto ai benchmark a capitalizzazione di mercato”.
Rischio downgrade
In altre parole, lo strano golpe non ha fatto altro che aumentare significativamente i rischi di downgrade del rating del credito alla luce della situazione politica nazionale. In più, nel medio periodo, lo stato della sicurezza nel Paese inciderà sui ricavi provenienti dal turismo. “Tutto ciò avrà implicazioni sulla crescita del Pil turco e sul profilo delle partite correnti, decisamente più vulnerabile rispetto agli altri Mercati emergenti“, è il commento di Ahmed.
Astri non allineati
Visto il forte intensificarsi dell’instabilità politica in Turchia e il profilo esterno del Paese estremamente fragile e in peggioramento, lo strategist è convinto che gli asset turchi resteranno sotto pressione anche in futuro, mentre la stabilità strutturale sottostante deve essere rivalutata. “Detto questo – aggiunge lo strategist – la risoluzione piuttosto rapida, in termini di ristabilimento dell’ordine pubblico, e il conseguente rafforzamento di Erdogan nel contesto che ha seguito il golpe fallito potrebbero contribuire a ridurre lo scenario di rischio di coda estremo di una guerra civile”. E questa, per ora, è davvero l’unica notizia positiva.