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Turchia: banca centrale alza i tassi di interesse per frenare caduta lira

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Mossa aggressiva da parte della banca centrale turca che nella serata di ieri ha deciso di alzare i tassi di interesse ben oltre le attese del mercato, per frenare la caduta della lira turca. Il tasso di interesse overnight è stato portato al 12% dal precedente 7,75%, superando le aspettative degli analisti che avevano pronosticato un rialzo al 10%. Aumento superiore alle attese anche per il tasso repo a una settimana che è passato al 10% dal precedente 4,4%. Solo la scorsa settimana la banca centrale della Turchia aveva lasciato invariati i tassi di interesse. La decisione è stata presa stanotte al termine di una riunione di emergenza, convocata dopo che nei giorni scorsi la lira ha toccato un nuovo minimo storico contro il dollaro. 
L’aumento dei tassi di interesse è stato reso necessario, secondo quanto spiegato dalla banca centrale della Turchia, per contenere l’impatto negativo dei recenti sviluppi interni ed esterni sull’inflazione e la stabilità macroeconomica del Paese. Da metà 2013 la lira turca ha infatti perso circa il 30% contro il dollaro. L’istituto guidato da Erdem Basci manterrà questa linea finché non vedrà un miglioramento significativo dell’inflazione, che dovrebbe, secondo le sue ultime previsioni, scendere al 5% entro metà 2015. 
La reazione non si è fatta attendere. La valuta turca si è mossa in rialzo, allontanandosi dai minimi storici toccati nei giorni scorsi. Questa mattina il cambio dollaro/lira scende di oltre il 3% a 2,18 dopo che lunedì aveva toccato il record a 2,39. Già ieri, con l’annuncio della riunione straordinaria del comitato di politica monetaria la lira turca aveva dato segnali di ripresa. La mossa dell’istituto centrale della Turchia ha ridato fiato anche a tutti i mercati finanziari. 
La decisione, attesa dal mercato, va però contro il governo del Paese. Ieri il primo ministro turco, Tayyip Erdogan, ha ribadito la sua contrarietà nel ricorrere all’arma dei tassi di interesse, temendo che possa influenzare la crescita e ampliare il già elevato deficit pubblico del Paese. “Sono contrario a un rialzo dei tassi di interesse, come lo sono sempre stato”, aveva  ribadito ieri sera Erdogan prima di partire per la sua visita in Iran e prima che la banca centrale turca si riunisse. 
Sulla Turchia e sulla lira hanno pesato le proteste di piazza dei mesi scorsi a cui si è aggiunto lo scandalo di tangenti, che a dicembre si è abbattuto sul governo, costringendo il premier a un rimpasto dell’esecutivo. Ma non solo. A pesare sulla valuta turca è soprattutto il nuovo corso della Federal Reserve e l’avvio graduale ma progressivo di una riduzione degli stimoli all’economia americana, il cosidetto tapering (proprio stasera la Fed si riunirà e potrebbe annunciare una nuova riduzione).