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Trump vuole smantellare banche Wall Street. Sarà la fine per le Too Big To Fail?

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Basta con i giganti bancari di Wall Street, delle banche “Too Big To Fail”: Donald Trump starebbe valutando la possibilità di procedere a una riduzione delle loro dimensioni.

L’idea di Trump sarebbe quella di riprendere la legge del 1933 Glass-Steagall, che imponeva la separazione tra le attività rivolte ai clienti retail e quelle proprie dell‘investment banking. Giù durante l’infuocata campagna presidenziale, il tycoon aveva invocato una versione del “21esimo secolo” di quelle norme che vennero varate negli anni successivi al crollo della Borsa del 1929: anni in cui gli Stati Uniti fecero i conti con una forte Depressione. 

Secondo diversi membri del Congresso, sarebbe stata proprio l’abolizione di questo corpo legislativo e della separazione tra le attività delle banche – quest’ultima avvenne con la deregulation del sistema finanziario firmata dall’allora presidente Bill Clinton nel 1999 – ad aver scatenato la crisi finanziaria del 2008. 

Nelle ultime settimane sia il segretario al Tesoro Usa Steven Mnuchin, che il direttore del Consiglio nazionale economico Gary Cohn hanno mostrato il loro sostegno a varare una nuova versione della legge Glass-Steagall, sebbene – di nuovo – pochi siano i dettagli emersi sull’ipotetico piano. Sia Mnuchin che Cohn hanno lavorato come banchieri presso Goldman Sachs.

La reazione iniziale dei titoli bancari non è stata positiva. L’indice KBW Bank Index – che rappresenta i titoli delle 24 principali banche americane – guadagnava ieri l’1,2%, prima di essere affossato dai commenti di Trump, con una perdita di un punto percentuale circa. Il listino ha tuttavia recuperato terreno nel finale, per chiudere in rialzo dello 0,9% al termine delle contrattazioni a New York. 

La legge Glass-Steagall implica la divisione delle banche in due categorie: quella delle banche che raccolgono i depositi dei clienti, e che principalmente erogano prestiti a favore di aziende e consumatori; e l’altra, tipica delle banche di investimenti e delle compagnie di assicurazione, in cui gli istituti sottoscrivono strumenti finanziari, provvedendo al loro trading e creando al contempo prodotti finanziari più complessi.

 Secondo diversi membri del Congresso, la separazione delle attività impedirebbe ai risparmi degli americani di entrare – e soffrire perdite – nei mercati dei capitali più volatili. A favore della reintroduzione della Glass-Steagall è anche la senatrice democratica Elisabeth Warren, che ha dato spesso filo da torcere ai colossi di Wall Street.