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Trump rinvia aumento dazi contro Cina. Mossa anti-ansia per Wall Street?

Nel Congresso Usa aumenta la frustrazione di chi teme che Trump voglia siglare un’intesa per calmare i mercati finanziari, e che qualsiasi eventuale accordo non riuscirà dunque ad affrontare problemi …

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Finalmente una notizia positiva dal fronte dei negoziati Usa-Cina, che sta galvanizzando i mercati, alimentando le speranze che le controparti siano più vicine a raggiungere una intesa per scongiurare l’escalation della guerra commerciale.

“Sono lieto di annunciare che gli Usa hanno fatto progressi significativi nei negoziati con la Cina, in merito a questioni strutturali importanti, che includono la tutela della proprietà intellettuale, il trasferimento di tecnologie, l’agricoltura, i servizi, le valute, e molte altre”. Così il presidente Donald Trump su Twitter, ha annunciato la decisione di rinviare l’aumento di dazi doganali su prodotti cinesi per un valore di $200 miliardi, che sarebbe dovuto scattare il prossimo 1° marzo.

Trump ha anche confermato le indiscrezioni su un incontro previsto con la controparte cinese, il presidente Xi Jinping. L’incontro avverrà alla fine di marzo, lo ha detto lo stesso presidente americano, nel suo club di golf di Mar-a-Lago, a Palm Beach, Florida.

Quelle di Trump, in generale e da giorni, sono parole decisamente più concilianti rispetto ai toni infuocati con cui il presidente americano era solito rivolgersi alla Cina.

E questo nuovo tono improntato quasi a una formale gentilezza non piace ai falchi di entrambe le controparti. Piace invece ai mercati finanziari, tanto che c’è anche qualcuno, con un tweet, che fa notare che il fatto che “Trump abbia annunciato di rinviare le tariffe 15 minuti prima l’apertura dei futures (su Wall Street) ricorda tutte quelle volte in cui le buone notizie venivano diramate di domenica, durante la crisi del 2008″.

Bloomberg, in particolare, riporta che nel Congresso Usa aumenta la frustrazione di chi teme che Trump voglia siglare un’intesa per calmare i mercati finanziari, e che qualsiasi eventuale accordo non riuscirà dunque ad affrontare problemi chiave come il furto della proprietà intellettuale. La preoccupazione è che un accordo possa tradursi in un maggiore acquisto di prodotti energetici e agricoli americani solo nel breve termine”.

In particolare il senatore repubblicano Marco Rubio della Florida ha postato un tweet in cui, nel commentare la notizia data dal segretario Usa all’agricoltura Sonny Perdue in merito alla decisione della Cina di acquistare fino a 10 milioni di tonnellate di semi di soia, ha detto:

“Non importa quante tonnellate di semi di soia la Cina sia pronta ad acquistare. Se continuerà a ingannare e a rubare segreti commerciali non ci sarà nessun buon accordo per l’America, i nostri lavoratori o la nostra sicurezza nazionale”.