1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Italia ›› 

Trump non fa paura ai mercati: indici europei in rialzo, recuperano le banche

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

La paura nei confronti del “ciclone Trump” sembra esser stata già metabolizzata dai mercati europei che tutto sommato hanno passato quasi indenni l’elezione a presidente degli Usa del magnate americano. Il cambio di direzione è stato innescato ieri dal recupero degli indici americani che dopo un’apertura interlocutoria si sono portati in territorio positivo andando a chiudere con rialzi superiori al punto percentuale. Il ghiotto assist fornito da Wall Street è stato colto al volo dalle piazze asiatiche, con Tokyo che ha messo a segno un poderoso +6,72% andando a recuperare lo scivolone di ieri. Riparte così il FTSE Mib che stamattina sin dalle prime battute si è riportato sopra i 17mila punti.

In forte recupero rispetto a ieri il settore bancario, forse l’unico comparto ad aver veramente sofferto l’ascesa del Tycoon alla Casa Bianca, e quello assicurativo che a Piazza Affari coglie l’assist fornito da Generali Assicurazioni che ha rilanciato sui target di redditività per il 2016.

In questo quadro i titoli degli istituti europei registrano le migliori performance, a partire dalla Germania dove Deutsche Bank guadagna il 5% a 14,03 euro e Commerzbank porta a casa il 5,56% a 6,75 euro. A Milano riflettori puntati su UniCredit che al momento passa di mano a 2,34 euro in rialzo del 5%. L’istituto di Piazza Gae Aulenti snocciolerà in giornata i risultati del terzo trimestre 2016. Secondo il consensus raccolto da Bloomberg la banca italiana dovrebbe riportare ricavi per 5,37 miliardi di euro, mentre l’utile netto è visto in lieve calo a 463 milioni di euro. Ma oggi è anche il giorno in cui si deciderà il futuro di Pioneer in quanto è prevista la scadenza del termine per la presentazione di offerte vincolanti per l’acquisto del colosso di asset management.

Sul tavolo degli advisor JP Morgan e Morgan Stanley dovrebbero transitare cinque offerte: quella presentata da Amundi, quella di Ameriprise Financial, la proposta avanzata dal consorzio composto da Poste, Cdp e Anima, e le ultime arrivate dall’australiana Macquarie e da Aberdeen Asset Management.