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T.Rowe Price: una scommessa sul debito dell’Iraq

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Mike Conelius, gestore dell’Emerging Market Bond Fund del T. Rowe Price Group, ha superato i rivali Usa nel 2005 investendo in Serbia e Libano. Per il 2006, l’obiettivo del money manager è il mercato dei bond emessi dall’Iraq. Conelius ha sostenuto di voler adottare una strategia che punti ad un’accelerazione dei rendimenti basata sia sull’acquisto di bond quotati su mercati piccoli e poco liquidi, che sulla riduzione della quota di portafoglio dedicata alle emissioni dei grandi paesi Emergenti.

I bond russi, serbi e brasiliani assorbivano la maggior parte del patrimonio del fondo (525 milioni di dollari) alla fine del 2005. Nello stesso anno, le emissioni giamaicane e vietnamite hanno trovato posto tra i primi dieci strumenti finanziari facenti parte del portafoglio del fondo. Questa particolare struttura ha permesso al T. Rowe Price Emerging Market Bond Fund di ottenere un rendimento del +17,3% nel 2005, superando la performance (+ 10,7%) messa a segno dall’indice di riferimento dei bond Emergenti elaborato da JP Morgan Chase & Co.

Il fondo ha guadagnato il 3,2% in questo primo scorcio del 2006, e il gestore spera che il rendimento annuo possa avvicinarsi al 10%. Conelius – esperto di obbligazioni Emergenti da più di sedici anni – ha optato per l’acquisto di titoli di debito iracheni nel giugno dell’anno scorso. Le emissioni irachene offrono – subito dopo le obbligazioni emesse dall’Ecuador – i più elevati rendimenti tra i titoli di debito Emergenti denominati in dollari Usa. Il rendimento offerto da questi bond riflette l’incertezza socio- politica che incombe sul futuro del paese.

Conelius spera che le quotazioni dei bond iracheni possano beneficiare sia dell’allentamento delle tensioni politiche che della probabile ripresa dei flussi di capitali esteri diretti verso i paesi del Medio Oriente. Il manager ritiene fondata l’ipotesi che individua una correlazione diretta tra l’andamento dei prezzi delle obbligazioni irachene e l’aumento della produzione petrolifera del paese. Il bond iracheno provvisto di cedola annua al 5,8%, denominato in dollari Usa e con scadenza fissata al 2028, viene negoziato a 73 centesimi ( per un rendimento annuo dell’8,5%). L’extra rendimento o spread (rispetto ai titoli del Tesoro Usa di pari durata) richiesto dagli investitori per mantenere in portafoglio i titoli di stato iracheni è pari a 418 basis points (un basis point equivale a 0,01 punti percentuali).

Conelius effettua una ricognizione periodica della capacità di rimborso dei creditori. L’attenzione del manager si sofferma sul flusso di denaro inviato dagli emigrati al paese d’origine. Secondo il gestore, le rimesse degli emigrati contribuiscono a sostenere le quotazioni delle divise domestiche e, gradualmente, arrivano nelle mani del governo locale. Una forte impennata delle esportazioni di materie prime ( come i minerali di ferro e la soia) e la domanda di debito pubblico denominata in divisa locale, rappresentano variabili capaci di incidere positivamente sulle riserve di divisa ( nel 2005 il fenomeno ha trovato spazio in Brasile e Argentina). A cura di www.fondionline.it