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Tronchetti tratta con Telefonica ma incombe la politica

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Olimpia, la cassaforte di Tronchetti Provera, pare in procinto di aprirsi. Le indiscrezioni che da mesi si rincorrono hanno finalmente trovato un riscontro nelle conferme giunte oggi dalle parti coinvolte nelle trattative per un ingresso della spagnola Telefonica nel capitale della società che controlla il 18% di Telecom Italia e controllata a sua volta da Pirelli (che ne detiene l’80%).


Solo a inizio gennaio il gruppo della Bicocca aveva emesso un comunicato in cui si escludeva l’esistenza di accordi o di intese di alcun tipo per l’ingresso di soci terzi in Olimpia. Allo stesso tempo Pirelli confermava l’esistenza di contatti e la disponibilità a valutare l’ingresso di nuovi azionisti di minoranza. Allora il gruppo di Tronchetti Provera si era mosso per frenare le speculazioni relative a un ingresso della russa Afk Sistema, dopo che in precedenza il Financial Times aveva messo in luce un interesse dell’indiana Hinduja a rilevare una quota di Telecom. Che quindi un pezzetto della torta Telecom faccia gola si può dare per assodato. L’ipotesi di lavoro di questi giorni risponde però in maniera migliore agli auspici del mercato che da tempo ripete che fondamentale è che l’interesse sia rivolto più a una quota in Olimpia, piuttosto che a una stake diretta in Telecom Italia: “Unicamente l’ingresso di nuovi soci in Olimpia – è la convinzione degli analisti -potrebbe ridare direttamente fiato alle casse del gruppo della Bicocca”.

Ora però la palla passa alla politica. Sul tappeto c’è il tema dell’italianità del primo operatore telefonico nazionale in quello che potrebbe essere un remake della disfida Autostrade-Abertis. E questo nonostante nel comunicato Pirelli si legga che l’ipotesi di una cessione di una quota in Olimpia sarebbe “tale da non pregiudicare il mantenimento della maggioranza in capo agli attuali soci”. Insomma Telecom resterebbe italiana. Dichiarazioni che però fanno a pugni con lo spirito che secondo alcuni osservatori potrebbe muovere un operatore come Telefonica, primo in Europa, per il quale si fatica a immaginare un interesse limitato a una quota di minoranza in un concorrente. E la questione politica ritorna anche nelle prime analisi di Euromobiliare, da cui proprio per tale motivo escludono la cessione di oltre il 50% a un operatore straniero. “Tuttavia – si legge in una nota della Sim – qualora la quota venisse rilevata da un operatore Tlc (anziché finanziario) aumenterebbe l’appeal speculativo su una eventuale futura cessione totale”. In base a una valutazione implicita di 3 euro, a seconda che Telefonica rilevasse tra il 30 ed il 49% di Olimpia, l’esborso sarebbe tra 1,3 e 2,1 miliardi di euro. A giudizio degli analisti di Rasbank “è più probabile l’ingresso al 30%”, che significherebbe un controllo indiretto del 5.4% di Telecom, e che lo scopo di Telefonica sia “fare il primo passo per una successiva mossa di integrazione con Telecom, anche se per tale evenienza non ci appaiono ancora maturi i tempi”. Possibilisti anche gli analisti di Dresdner Kleinwort che in un report odierno sottolineano l’esistenza di un interesse di Telefonica per Telecom già nel 2001, quando era stata indicata come una delle parti candidate a rilevare la quota della Bell di Colaninno. Secondo Dresdner un’operazione come quella delineata avrebbe grande senso strategico e Telefonica potrebbe essere disposta a corrispondere un sostanzioso premio, anche per impedire la cessione di Tim Brasil alla sua rivale America Movil (Telefonica opera in Brasile sotto l’insegna Vivo).


Nonostante la struttura dell’operazione privilegi nettamente i titoli Pirelli (a monte di Olimpia), c’è anche chi, come gli analisti di Bear Stearns, ritiene che le novità possano avere effetti benefici anche su Telecom Italia, almeno in attesa della presentazione dei risultati dell’esercizio fiscale 2006 in programma il prossimo 8 marzo, appuntamento da cui gli analisti della casa d’affari americana si attendono chiarimenti sulla strategia che potranno contribuire a ridurre lo sconto del titolo rispetto al settore di riferimento.


Telecom e Telefonica fanno parte di Freemove, un’alleanza per facilitare i collegamenti mobili transnazionali e hanno accordi per il roaming dei servizi Wi-fi.            (notizia aggiornata alle ore 12.25)