Trimestrali Usa: il focus è sulle attese per gli ultimi tre mesi dell'anno

Inviato da Alessandro Piu il Lun, 08/10/2012 - 11:20
Alcoa apre domani, come da tradizione, la stagione delle trimestrali americane. Il titolo del produttore di alluminio pubblica i risultati relativi al terzo trimestre 2012. Secondo le stime degli analisti gli utili per azione dovrebbero attestarsi a 0,009 dollari, in calo da 0,060 del trimestre precedente mentre per il quarto trimestre dell'anno è atteso un deciso recupero a 0,083 dollari per azione.

L'antipasto di Alcoa dovrebbe rispecchiare il tema dominante per le aziende americane, peraltro già prospettato nelle numerose revisioni al ribasso delle stime operate nei mesi scorsi. Il calo complessivo degli utili delle società comprese nell'indice S&P500 è indicato a -2,7%. Gli analisti avevano iniziato il trimestre con attese di una crescita dell'1,9%. Secondo i dati raccolti da FactSet ottanta società dell'indice americano hanno rivisto al ribasso le loro stime, solo 23 le hanno modificate verso l'alto. Tra le prime ci sono titoli che vengono considerati barometri dell'economia come Caterpillar, FedEx e Ups. Macchine da movimento terra e spedizionieri, strettamente legati all'andamento dei commerci globali.

Le cose sono andate diversamente per il comparto finanziario, l'unico ad aver visto una revisione al rialzo delle attese di utili trimestrali nei mesi passati. Le grandi banche americane, a differenza di altri settori, non vedranno una contrazione dei propri utili nel terzo trimestre ma proseguiranno nella crescita. Il primo grande istituto a presentare i risultati sarà JP Morgan, venerdì. Il consensus prevede un utile per azione a 1,148 dollari contro 1,090 del secondo trimestre e in previsione di 1,194 dollari negli ultimi tre mesi dell'anno.

Basteranno gli utili delle banche e la previsione di un rimbalzo dei profitti nel quarto trimestre a sostenere l'indice S&P500, attualmente sui livelli del dicembre 2007? Se non ci fosse la Federal Reserve e l'ingente liquidità immessa sui mercati probabilmente non basterebbero. Anche in virtù dell'elevata incertezza che copre le previsioni sugli utili futuri, rispecchiata dal sondaggio settimanale dell'Associazione americana degli investitori individuali che ha visto balzare del 5% la quota dei "neutrali" al 32,9%.

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