Trimestrali: il settore bancario inizia bene con i conti di Ubs e Deutsche Bank

Inviato da Daniela La Cava il Mar, 25/10/2011 - 09:51

La stagione delle trimestrali entra nel vivo anche in Europa con i risultati delle maggiori banche europee. E le sorprese sono state positive sia per Deutsche Bank sia per Ubs.

I profitti di Deutsche Bank convincono il mercato
Deutsche Bank, una delle principali banche di investimento in Europa per ricavi, ha registrato profitti migliori delle attese. Nel dettaglio il colosso bancario tedesco ha annunciato di avere terminato il terzo trimestre con profitti pari a 725 milioni di euro rispetto alla perdita di 1,21 miliardi riportata nel corrispondente periodo 2010 legata all'acquisizione di Deutsche Postbank. Il mercato pronosticava utili per il periodo pari a 343 milioni di euro. Per quanto riguarda le singole divisione l'investment banking ha generato un utile pretasse pari 70 milioni di euro, in netta contrazione contro gli 1,1 miliardi di euro generati nell'anno passato. Gli analisti si attendevano profitti pari a circa 89 milioni.

"Durante il terzo trimestre le condizioni dell'economia globale sono state difficoltose e l'outlook nell' eurozona si è deteriorato - ha spiegato Josef Ackermann, numero uno di Deustche Bank - In maniera inevitabile le performance del gruppo e il prezzo dell'azione sono state negativamente condizionate. Abbiamo tuttavia beneficiato delle decisioni strategiche prese in risposta alla crisi del 2008".

Ubs: utile trimestrale scende meno delle attese dopo frode trader
Profitti trimestrali in calo per Ubs, ma migliori delle attese nonostante la maxi truffa da parte di un trader scoperta a metà settembre. Nel penultimo trimestre dell'anno gli utili del gruppo bancario elvetico sono scesi del 39% in scia allo stallo nelle attività di trading e al rallentamento degli investimenti legati all'incertezza del clima europeo. In particolare gli utili sono scivolati a 1,02 miliardi di franchi svizzeri nei tre mesi terminati il 30 settembre (dai 1,66 miliardi dello stesso periodo del 2010). Battute le aspettative degli analisti che indicavano un risultato pari a 318 milioni di franchi. A fare ben sperare erano state le indicazioni della società a inizio ottobre che in un comunicato aveva affermato di attendersi modesti profitti nel terzo trimestre. Il fatturato di Ubs ha segnato una contrazione del 4% a 6,4 miliardi di franchi svizzeri, contro i 7,2 del periodo precedente.

Il wealth management ha riportato un aumento dell'utile ante imposte del 32% a 888 milioni, mentre il ramo investment bank ha accusato una perdita ante imposte 650 milioni, riconducibile alle condizioni di mercato e alla perdita da negoziazione per 1,8 miliardi dovuta all'operazione di negoziazione non autorizzata. I depositi dei clienti rimangono una delle principali risorse dell'istituto svizzero, con un aumento di 15 miliardi a 370 miliardi di franchi svizzeri. Di questi, i depositi provenienti dai clienti di fascia alta sono cresciuti di 7,8 miliardi.

"Stiamo finalizzando i passi indispensabili all'implementazione della strategia di una investment bank più concentrata sulla clientela, che ci consentirà di rafforzare la nostra offerta di gestione patrimoniale, di ridurre il rischio in capo all'azienda e di migliorare i rendimenti per gli azionisti", ha commentato Sergio Ermotti, ceo del gruppo. E ha aggiunto: "Godiamo di un buon posizionamento in aree di futura crescita e gli investimenti previsti, associati alla massima attenzione all'efficienza, consolideranno ulteriormente l'azienda. Sono quindi molto ottimista sul futuro delle nostra attività".

Il terzo trimestre è stato molto movimentato per Ubs a causa della scoperta della maxi truffa da parte di un trader a Londra, Kweku Adoboli, attualmente in carcere. E le conseguenti dimissioni del ceo. La frode, stimata in una perdita pari a 2,3 miliardi di dollari, è stata causata da operazioni di trading non autorizzate. Meno di dieci giorni dopo lo scandalo, lo scorso 24 settembre, il consiglio di amministrazione della banca elvetica ha accettato la decisione di Oswald J. Grübel, ceo del gruppo, di dimettersi dal suo incarico. Sergio Ermotti ha assunto il ruolo di ceo ad interim.
Kaspar Villiger, presidente di UBS, ha dichiarato: "il board è rammaricato per la decisione di Oswald Grübel. Oswald Grübel ritiene che sia suo dovere assumere la responsabilità del recente episodio di transazioni di negoziazione non autorizzate. Questa decisione testimonia i suoi principi incondizionati e la sua integrità". Per Ubs si tratta del terzo avvicendamento al vertice degli ultimi quattro anni. 
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