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Trimestrali: ecco perché gli Usa batteranno l’Europa anche questa volta

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trimestrali

La nuova stagione delle trimestrali societarie è entrata nel vivo sia negli Stati Uniti che in Europa. Negli ultimi cinque anni, entrambe le aree hanno visto una crescita degli utili bassa o addirittura negativa. Con l’unica eccezione del 2015, però, l’Eurozona ha fatto molto peggio degli Usa. Nel periodo 2010-2015, gli utili dell’Eurozona sono diminuiti del 3% (in euro), mentre negli Stati Uniti sono aumentati del 28%. Un andamento che si è riflesso sul mercato azionario: nello stesso periodo, l’equity europeo è cresciuto del 25%, quello americano del 63%. A questo punto, sorge spontanea una domanda: perché questa differenza?

“Questa discrepanza nella crescita degli utili può essere dovuta dalla minore crescita nominale dell’Eurozona rispetto agli Stati Uniti, ma questa è solo una parte della spiegazione”, ha affermato Valentijn van Nieuwenhuijzen chief strategist e head of multi asset di NN Investment Partners. Un altro fattore, suggerito dall’esperta, che spiega questa differenza è la composizione dei settori nei due mercati azionari. Le aree che hanno visto un crollo dei profitti sono quelle legate alle commodity. Questo settore pesa per il 10% nell’S&P500 e per il 14% nell’EuroStoxx. La tecnologia, invece, ha visto crescere gli utili del 25% negli Stati Uniti e del 15% nell’Eurozona. L’IT è di gran lunga più importante nel mercato americano, dove pesa per il 21% della capitalizzazione di mercato contro solo il 7% dell’Eurozona. La composizione dei settori è quindi un ulteriore causa alla base della differenza di crescita degli utili. Anche in questo caso, però, la spiegazione non è sufficiente: “se infatti eliminiamo gli utili derivati dalla tecnologia e quelli derivati dalle commodity dal dato globale, la differenza a favore degli Stati Uniti permane”, afferma l’esperta.  

Confrontando la redditività settore per settore, è emerso che nell’Eurozona gli utili per azione sono più alti nelle telecomunicazioni, nelle utilities e nel settore energetico; tutti gli altri settori sono più profittevoli negli Stati Uniti. Non solo. Un altro punto interessante evidenziato è la sensibilità degli utili rispetto ai cambiamenti nella crescita del fatturato. In questo caso la leva operativa del mercato dell’Eurozona è più elevata rispetto a quella degli Usa. Questo implica che se la crescita economica nominale dovesse riprendersi, la crescita degli utili nell’Eurozona sarebbe maggiore rispetto a quella degli Usa.

Cosa aspettarsi da questa nuova stagione di trimestrali?
Finora, le trimestrali sembrano essere incoraggianti per quanto riguarda gli Stati Uniti, dove specialmente il settore bancario ha pubblicato risultati solidi. “Pensiamo che, per la prima volta dal secondo trimestre del 2015, la crescita degli utili statunitensi potrebbe tornare a essere positiva – conclude l’esperta di NN IP – Questo è più che probabile per il mercato al netto del settore energetico. Questo ambito, infatti, ha sofferto ancora di un confronto negativo con lo stesso periodo dello scorso anno per quanto riguarda il prezzo del petrolio”.