La trimestrale di Ubi Banca non convince. Nuovo piano vede utile oltre 1,1 mld nel 2015

Inviato da Titta Ferraro il Lun, 16/05/2011 - 09:39
Quotazione: UBI BANCA
Fredda accoglienza del mercato al nuovo business plan di Ubi Banca, complice anche una trimestrale non convincente nonostante la forte crescita dell'utile. Il titolo ha aperto la giornata di contrattazioni in flessione di quasi  5 punti percentuali con una breve sospensione al ribasso per poi limare le perdite (-1,91% a 5,65 euro alle ore 9.35).

Ubi Banca ha chiuso il primo trimestre 2011 con un utile di 64,6 milioni di euro, in crescita del 69,5%  rispetto ai 38,1 conseguiti nello stesso periodo del 2010. Il risultato netto si colloca lievemente sotto i 67 mln di euro del consensus Bloomberg. Il risultato della gestione operativa ha registrato una crescita del +13,3% rispetto al primo trimestre del 2010, grazie a proventi operativi in crescita del +1,2%, oneri operativi in contrazione del -3,5% e a rettifiche su crediti in sensibile riduzione del -20,1%. Il margine d'interesse si è attestato a 527,5 milioni di euro, in flessione dell'1,1% rispetto ai 533,3 milioni di euro registrati nel primo trimestre 2010. I ricavi totali risultano di 876 mln, lo 0,8% sopra i livelli del primo trimestre 2010.

I primi commenti a caldo degli analisti si soffermano su deboli commissioni e margine d'interesse che hanno inciso negativamente sui ricavi. Intermonte vedeva i ricavi a un livello il 3,2% superiore, di contro i costi sono sostanzialmente in linea, con accantonamenti su crediti più bassi delle attese (105 mln rispetto ai 138 mln attesi). Le stime di Equita erano invece di un utile netto lievemente superiore a 67 mln e ricavi 891 mln.

Per quanto concerne gli aggregati patrimoniali, al 31 marzo le sofferenze nette, pari a 2,1 miliardi di euro evidenziano una crescita del 6,8% nel trimestre rispetto all'incremento del 9,7% registrato nell'ultimo trimestre 2010. La copertura delle sofferenze risulta del 78,8% rispetto all'80,1% di fine 2010. Indici patrimoniali1 sostanzialmente in linea con quelli di fine 2010: Core Tier 1 al 6,94%, Tier 1 al 7,45% e Total capital ratio all'11,12%. Per l'intero 2011 Ubi Banca si attende un miglioramento della redditività dell'attività ordinaria rispetto all'esercizio 2010. Gli oneri operativi sono visti complessivamente in linea rispetto a quelli registrati lo scorso anno.

Passando al nuovo piano industriale, che in tarda mattinata verrà illustrato alla comunità finanziaria,  è prevista una progressiva crescita dei profitti. L'utile netto, escluso l'effetto della Purchase price allocation (Ppa), è visto in crescita a circa 700 milioni nel 2013 e a oltre 1,1 miliardi nel 2015. L'utile netto, incluso l'effetto della PPA, è previsto attestarsi a oltre 600 milioni nel 2013 e a circa 1,1 miliardi nel 2015. Ubi si attende un incremento della redditività, con proventi operativi in crescita da 3,5 miliardi di euro nel 2010 a 4,2 miliardi nel 2013 e a circa 5 miliardi nel 2015.
 
"I target al 2013 sono 10% sopra le attese grazie a minor tax rate - è il primo commento di Equita Sim - mentre a livello operativo i target sono 12% inferiori causa minori ricavi (2%) e costi più alti (4%). A differenza di altre banche, la earnings generation è legata esclusivamente alla generazione di ricavi, su cui non c`è visibilità".

Ubi Banca prevede inoltre un miglioramento del cost/income (esclusi gli effetti della PPA) da 56,7% nel 2013 a 48,2% nel 2015 e rispettivamente da 58,8% a 49,7% includendo gli effetti della PPA. La riqualificazione del personale verso attività commerciali e l'incremento della efficienza operativa porteranno a una riduzione netta dell'organico di circa 1.000 unità, di cui 800 aggiuntive rispetto a quelle previste nel 2011. La riduzione netta tiene conto di oltre 1.000 assunzioni nel periodo del piano. Il piano include la distribuzione di dividendi cumulati per un ammontare superiore all'importo dell'aumento di capitale, sulla base di un payout costantemente superiore al 50% sull'utile di ogni esercizio e di un dividendo unitario in costante crescita durante tutto il periodo di piano.

Procede intanto l'iter in vista della ricapitalizzazione del gruppo. Il Consiglio di Gestione, dopo autorizzazione del Consiglio di Sorveglianza, ha deliberato di dare attuazione alla delega attribuitagli dall'Assemblea del 30 aprile 2011 ad aumentare in via scindibile ed a pagamento il capitale sociale per un importo massimo, comprensivo di sovrapprezzo, di 1 miliardo di euro, fissando al 31 dicembre 2011 il termine ultimo di sottoscrizione delle azioni di nuova emissione.
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