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Trimestrale Dell: profitti deludono le attese, pesa debolezza domanda pc globale

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Trimestrale in chiaroscuro per Dell. Il gigante americano dei computer ha annunciato di avere archiviato il secondo trimestre dell’esercizio fiscale 2014, concluso lo scorso 2 agosto, con profitti in flessione del 72% a 204 milioni di dollari, ossia 12 centesimi ad azione, contro i 732, ossia 42 centesimi, registrati un anno prima. Il risultato operativo trimestrale è scivolato del 70% a 272 milioni di dollari contro i 901 milioni di dodici mesi prima.
Nel periodo in esame il giro d’affari del colosso americano dei pc si è attestato a 14,5 miliardi invariato rispetto a un anno prima. Quanto alle vendite della divisione Enterprise Solutions, Services and Software sono cresciute del 9%, attestandosi a 5,8 miliardi di dollari.
Gli analisti interpellati da Bloomberg si attendevano utili per 275 milioni di dollari su un fatturato di 14,2 miliardi.

Il tutto mentre il mercato dei pc a livello globale stenta a rialzare la testa. Secondo i dati preliminari diffusi a luglio da Gartner le vendite di computer sono scese a 76 milioni di unità nel secondo trimestre del 2013, registrando una flessione del 10,9% rispetto all’analogo periodo nel 2012. Si tratta del quinto trimestre consecutivo di vendite in contrazione, con tutte le aree geografiche in calo.
Ma a che punto è il buyout di Dell? In una nota diffusa a inizio agosto la società americana ha annunciato che la cordata formata da Michael Dell e da Silver Lake ha raggiunto un accordo con il comitato speciale di Dell per aumentare il prezzo dell’offerta d’acquisto da 13,65 a 13,75 dollari per azione. Non solo, il consorzio si  è impegnato a versare un dividendo straordinario di 13 centesimi ad azione e a garantire il versamento della cedola del terzo trimestre di 8 centesimi ad azione. Una nuova riunione del comitato speciale è stata fissata il prossimo 12 settembre.