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Per Trichet la ripresa dell’economia è migliore delle attese, a Milano si distingue Bulgari

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L’economia mondiale sta registrando una ripresa migliore delle precedenti stime, anche se resta più forte nei paesi emergenti. Arriva come un fulmine a ciel sereno la dichiarazione del presidente della Bce Jean Claude Trichet nella sua veste di numero uno del Global Economy Meeting al termine della riunione alla Bri di Basilea in una seduta ad alta tensione sui mercati europei. Trichet ha segnalato che “da quando la ripresa è iniziata abbiamo registrato dei risultati, sotto il punto di vista dell’economia reale, migliori delle stime”. Un movimento che interessa principalmente i paesi emergenti, autori di una “ripresa impressionante”, ma “va detto che questo è il caso, almeno fino ad adesso, anche dell’area Euro”.


Mentre sotto il fuoco della speculazione le Borse indietreggiano, Bulgari movimenta la seduta di Piazza Affari. Il titolo della maison di gioielli romana si mette in mostra sul listino milanese con un guadagno del 2,86% a 7,9 euro. E’ in netta controtendenza rispetto all’indice di riferimento Ftse Mib che lascia sul parterre l’1,48% a 20.235 punti. A sostenere gli acquisti sull’azione è l’upgrade firmato  BofA Merrill Lynch, che ha portato la raccomandazione a buy dal precedente neutral e il target di prezzo a 9 euro da 7,7.

“Ora che i multipli del settore del lusso quotano sopra la media normalizzata, la performance del comparto potrebbe continuare a migliorare trainata del buon momento degli utili. In particolare – segnalano gli analisti della banca d’affari americana – Crediamo in un recupero significativo di Bulgari, anche mettendo in conto una revisione all’insù degli utili potenzialmente realizzabile nell’attuale contesto. Considerando che a Bulgari servono 4 anni per superare i livelli di utile netto del 2007, i profitti potrebbero crescere ad un tasso medio composto del 29% nel periodo 2010-2014”. Quanto basta per fare muovere il rating al gradino buy da neutral.  


Appaiono superate le preoccupazioni, che si erano addensate sul segmento degli orologi, così come non corrispondono più a realtà i timori di un posizionamento poco incisivo sui mercati emergenti. “Si tratta di paure superate a nostro avviso dall’evidenza della solida performance della gioielleria, che pesa circa il 45% sui ricavi e suggerisce che il brand sia in realtà forte”, segnalano ancora alla casa americana, dove hanno alzato le stime di eps rispettivamente del 2% nel 2010-11 e del 10% nel 2012. Una revisione che riflette il recente rafforzamento del dollaro e dello yen e anche il maggior grado di fiducia nel potenziale di recupero del gruppo nel breve termine.