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Trichet: la ricetta prevede aumento della competitività e conti in ordine

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Claude Trichet, presidente della Banca Centrale Europea, ha obbiettivi chiari ed indica come raggiungerli. In un’intervista al Corriere della Sera, ha spiegato come le priorità siano l’aumento della competitività e il riequilibrio dei conti pubblici. “La produttività del lavoro è decisiva” e per migliorarla servono riforme strutturali e apertura all’innovazione tecnologica e dei processi produttivi. Ma non basta, bisogna saper contenere le pressioni salariali “attraverso una moderazione dei salari nominali”. Queste sono prescrizioni che però hanno un costo, anche rilevante. Dove reperire le risorse necessarie? “E’ una questione puramente aritmetica – spiega Trichet – che bisogna, se necessario per migliorare la situazione, innanzitutto ridurre la spesa e, se rimane un disavanzo, aumentare le entrate fiscali. Raccomandiamo senz’altro un taglio della spesa pubblica per le economie che hanno un elevato rapporto della spesa rispetto al Pil. Ma non possiamo escludere la possibilità di aumentare le tasse”. Si cominci a risparmiare e a rendere più efficienti i meccanismi di spesa, insomma; se necessario si ricorrerà all’aumento delle entrate. E questa eventualità, sempre secondo il presidente della Bce, non influisce in maniera necessariamente negativa sulla crescita, anzi “politiche fiscali sane la favoriscono”. Sul recente andamento dei mercati finanziari, Trichet risponde di non poterne commentare le oscillazioni di breve periodo perché sarebbe come commentare “il movimento delle onde e delle maree”, e difende l’operato della Bce, in materia di tassi di interesse: “la nostra responsabilità è chiara. Assicurare la stabilità dei prezzi ed essere credibili nel garantirla”. E questo è un buon viatico anche per i mercati finanziari che, se analizzati entro un “orizzonte temporale più ampio”, appaiono sotto una luce diversa. Semmai “serve maggiore trasparenza”, spiega Trichet, e unità di intenti a livello globale, anche per regolare al meglio gli hedge fund. Anche se la soluzione auspicata per il risiko dei listini, può sembrare un po’ campanilistica. Ma “a parità di condizioni, una preferenza personale per una soluzione europeada parte mia – il presidente della Bce – apparirebbe normale. Detto questo non siamo protezionisti e l’economia europea è e deve rimanere aperta”.