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Trasferta cinese per i vertici eurolandia contro il mini-yuan

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I vertici finanziari europei sono arrivati oggi a Bejing per spronare la Cina a lasciare che la moneta domestica si apprezzi sull’euro al fine di non incorrere in una guerra dei prezzi. Il presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet, il primo ministro del Lussemburgo Jean-Claude Juncker ed il commissario Ue agli Affari Economici e Monetari Joaquin Almunia hanno argomentato che uno yuan sottovalutato “riaccende le tendenze protezioniste nelle nazioni europee. Tendenze sempre più difficili da tenere a freno”. La valuta della Repubblica Cinese sarà al centro delle discussioni nei prossimi due giorni, ha annunciato Juncker al Bejing’s Peninsula Hotel. La squadra europea dunque è in pressing per un apprezzamento che ridurrebbe il debito commerciale verso il gigante più veloce del mondo, con 20 milioni di dollari sfornati ogni ora. Lo yuan ha guadagnato il 3% sul dollaro da agosto, perdendo però il 7% sull’euro. Secondo Juncker lo yuen è sottovalutato del 25% sull’euro, un fatto che penalizza le esportazioni del Vecchio Continente. Il premier cinese Wen ha dichiarato a Nicolas Sarkozy, presidente francese, che la Cina modificherà solo “gradualmente” il tasso di cambio.

Alessandro Chirchiglia