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Tra Telecom e Telefonica la linea non è caduta

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Il mercato potrà non avere apprezzato il piano presentato da Telecom Italia per il periodo 2007-2009 ma ha avuto modo di prendere nota di una prima schiarita sullo scenario delle future alleanze del gruppo delle telecomunicazioni. Il capitolo Telefonica non è infatti chiuso, almeno sul versante italiano. Lo ha fatto capire chiaramente il presidente Guido Rossi, parlando stamane durante l’incontro del gruppo con la comunità finanziaria di un’alleanza che sarebbe “una mossa strategica per il business plan industriale” e soprattutto chiarendo che da parte di Telecom “non c’è stata alcuna interruzione dei rapporti”. Insomma, gli incontri degli scorsi giorni potrebbero essere solo l’inizio. E non solo perché ai primi contatti seguiranno nuovi colloqui (Rossi ha chiarito che anche il presidente di Telefonica, Cesar Allerta ha confermato l’intenzione di procedere a nuove riunioni nelle prossime settimane). L’intenzione dichiarata è infatti quella di lasciarsi aperta la possibilità di effettuare partnership anche con altri operatori, qualora con il colosso spagnolo ci si dovesse limitare a una collaborazione limitata ad alcuni settori. Certamente Telefonica – lo ha fatto capire Rossi – sarebbe comunque il candidato maggiormente gradito, non foss’altro perché gli approcci iniziali sono stati il frutto di un’analisi interna, che ha evidenziato aree di complementarietà.


 

E indizi di un maggiore attivismo a tutto campo da parte del gruppo sono venuti anche dalle dichiarazioni di Carlo Buora, vicepresidente di Telecom Italia, che ha  parlato della volontà di avere “un ruolo attivo e proattivo nello scenario delle alleanze”, spigendosi anche a individuare alcune aree in cui potrebbero essere raccolte delle opportunità, in particolare broadband, web tv e a livello geografico i mercati emergenti. “Eventuali acquisizioni non avverranno però in cash”, ha precisato Buora, chiarendo che il free cash flow sarà utilizzato per sostenere la crescita organica, ossia quella interna. In vista ci sarebbero però anche cessioni di attività non strategiche, che dovrebbero riguardare assets per 1 miliardo.


 


Un altro punto su cui le parole del management erano particolarmente attese riguardava la politica dei dividendi. Su questo punto, non sono arrivate indicazioni positive nel breve per il mercato. Il pay out, secondo quanto dichiarato da Buora, dovrebbe scendere nel 2008, per poi tornare a crescere in linea con il benchmark europeo in una misura compresa tra l’80 e l’85%. Chiara anche la presa di posizione nei confronti della rilevanza per il gruppo di Tim Brasil. “Ha un ruolo chiave ed è il nostro asset più importante”, ha detto Buora, anticipando anche ulteriori evoluzioni strategiche per la controllata sudamericana, che entrerà nel fisso attraverso un’offerta anche wimax.


 


Qualche spiraglio è venuto anche in merito alla temuta eliminazione dello scatto alla risposta, dopo che già il taglio dei costi di ricarica dei telefonini ha indotto la società a prevedere un impatto sul mercato della telefonia mobile di circa un miliardo e sulla sola Tim di 350/400 milioni nel 2007. “Bersani, Calabrò, l’Autorità e il Governo – ha spiegato Rossi – stanno tutti studiando la questione, ma non sono così convinti di dover intervenire sullo scatto”.