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Toto-ministri: la Reichlin verso l’Economia, nella squadra di Renzi posto anche per Guerra (Luxottica)

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Inizia a prendere forma il futuro governo Renzi. Una squadra di governo che sarà snella con un giusto equilibrio tra esigenze politiche interne e il blasone internazionale. Il segretario del Pd, Matteo Renzi, che si appresta a prendere il posto di Enrico Letta a palazzo Chigi, sembra avere già le idee chiare su come dovrà essere composto il nuovo esecutivo. Renzi con ogni probabilità rispetterà quanto già indicato già ai tempi delle primarie perse contro Pierluigi Bersani nel 2012 circa il numero limitato di ministri. Infatti la squadra di governo dell’attuale sindaco di Firenze sarà composta con ogni probabilità da non più di 12 dicasteri. 
Per l’Economia la favorita è Lucrezia Reichlin
Il nodo principale è quello del successore di Fabrizio Saccomanni alla guida del Ministero dell’Economia. Renzi vuole una personalità di spicco e che accolga i favori di Bruxelles. Per questo il leader del Pd avrebbe interpellato anche il governatore della Bce, Mario Draghi, per un consiglio in merito. 
Il nome più caldo al momento appare quello di Lucrezia Reichlin, economista che ha lavorato a lungo alla Bce quando Jean-Claude Trichet era alla guida dell’Eurotower. Reichlin che nei giorni scorsi era stata accostata alla Bank of England come candidata alla poltrona di vice-governatrice. 
La Reichlin è attualmente docente presso London Business School e consigliere di amministrazione di Unicredit. Oltre all’incarico presso la Bce come responsabile per la ricerca  tra il 2005 e 2008, ha ricoperto anche ruoli di rilievo presso la Federal Reserve, la Swiss National Bank e la Banca d’Italia. 
In seconda fila per l’Economia sono circolati anche i nomi di Lorenzo Bini Smaghi, ex componente del board della Banca centrale europea, e quella del numero due dell’Ocse, Piercarlo Padoan. 
L’ad di Luxottica allo Sviluppo Economico, Barca o Boeri al Lavoro
Tra le personalità di spicco vicine a Renzi c’è sicuramente il nome dell’amministratore delegato di Luxottica, Andrea Guerra, che potrebbe aggiudicarsi il ministero dello Sviluppo economico. 
Poltrona di spicco è poi quella del ministero del Lavoro. Tra i papabili c’è sicuramente Fabrizio Barca, ex ministero della coesione territoriale del governo Monti. Ma il prima fila è anche Tito Boeri , mentre appare sempre meno gettonato il nome dell’ex segretario Pd, Guglielmo Epifani. rtita per la successione a Anna Maria Cancellieri. Al suo posto potrebbe andare Michele Vietti, il vice presidente del Csm in scadenza.

Per il ministero degli Interni si fa invece il nome dell’attuale ministro per gli Affari regionali, Graziano Delrio, che in alternativa potrebbe diventare sottosegretario alla presidenza del Consiglio. In lizza per il Viminale c’è anche Dario Franceschini e non è escluso che venga confermato Angelino Alfano. Dovrebbero essere confermati gli altri esponenti del Nuovo centro Destra già ora al governo: Beatrice Lorenzin  alla Sanità e Maurizio Lupi come ministro dei Trasporti. Tra i confermati ci sarebbe anche Emma Bonino agli Esteri e Andrea Orlando all’Ambiente.  

Alla Giustizia la Cancellieri dovrebbe far posto a Michele Vietti, attuale vice presidente del Csm. 
Alla Cultura è tramontata l’ipotesi dello scrittore Alessandro Baricco. Favorito appare Franceschini se non va agli Interni. Infine Maria Elena Boschi è quasi certa come prossimo ministro delle Riforme.